Formula 1, Verstappen e Leclerc: i due fenomeni del domani?

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Formula 1, Verstappen e Leclerc: i due fenomeni del domani?

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Gli anni passano, e i piloti di Formula 1 vanno e vengono, come gli atleti di qualsiasi sport. Una ciclicità che, al tempo stesso, si colloca nella linea retta della storia. Ieri combattevano per i primi posti gente come Alonso, Raikkonen, Vettel ed Hamilton e domani faranno altrettanto altri. Tra questi, sicuramente, ci saranno Max Verstappen e Charles Leclerc.

Certo, la loro rivalità è stata esaltata molto dai media, fatta risalire addirittura ai tempi dei kart (con le testimonianze dei filmati d’archivio), ma è chiaro come questi rappresentino, effettivamente, il futuro della F1, assieme a tanti che ancora non hanno potuto dimostrare del tutto il loro vero valore, in primis Carlos Sainz, Lando Norris, George Russell e Alexander Albon.

Verstappen è stato sicuramente il più precoce dei due, con il suo debutto avvenuto nel 2015 a solo 17 anni, fatto irripetibile a causa delle nuove regole che impongono ai piloti un tot di punti nella Superlicenza FIA conquistati nelle Formule minori, e la sua prima vittoria appena maggiorenne al Gran Premio di Spagna 2016, alla sua prima gara in Red Bull, ma anche Leclerc non si è fatto pregare, diventando il più giovane pilota a vincere un Gran Premio al volante della Ferrari a 21 anni.

La stagione 2019 ha visto anche le loro prime battaglie nella massima serie, soprattutto nel Gran Premio d’Austria, durante il quale l’olandese ha superato il rivale con un’ottima strategia grazie alla quale ha ritardato il suo pit-stop rispetto al monegasco, andandolo a riprendere nelle fasi finali di gara per poi sopravanzarlo, conquistando così la vittoria.

Tuttavia, molto spesso si cade in un grosso errore, ovvero considerarli i Senna e Prost del futuro, cosa assolutamente inesatta. Tanti sono infatti i piloti che potrebbero un giorno combattere con loro ad armi pari, primo fra tutti Russell, il quale si era messo in mostra nelle categorie minori, e solo nella stagione appena trascorsa ha dovuto faticare con una Williams più lenta di almeno due secondi al giro (un’enormità per la Formula 1 di oggi) rispetto alle altre vetture sulla piazza. Senza contare, poi, il giovanissimo Norris, autore di una buona stagione d’esordio, sebbene arrivato dietro in classifica generale al suo compagno di squadra, il sottovalutato Sainz. Resta la riserva anche su Albon, il quale è vero, ha avuto difficoltà nel 2019 con la Red Bull, complici però l’inesperienza (era soltanto alla sua prima stagione di F1) e alcuni episodi sfortunati come l’incidente con Lewis Hamilton in Brasile, dove era in procinto di conquistare il suo primo podio in carriera, e facendo sicuramente una figura migliore del suo predecessore Pierre Gasly, retrocesso in pieno campionato dalla scuderia madre alla Toro Rosso per le sue scarse prestazioni. E non dimentichiamoci dei tanti piloti che ancora corrono nelle Formule inferiori che debutteranno di qui a qualche anno, e che potrebbero riservarci tante sorprese.

Insomma, Verstappen e Leclerc sono il futuro della Formula 1? Sì, ma non dimentichiamoci anche degli altri che, silenziosamente o meno, stanno pian piano costruendo i loro personali castelli (si spera non di carte).

 

Simone Pacifici

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