Ecco come lavorano i moderatori di Facebook. Esclusiva di Lavialibera: “Tutto si svolge a comparti stagni”

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Ecco come lavorano i moderatori di Facebook. Esclusiva di Lavialibera: “Tutto si svolge a comparti stagni”

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La nuova rivista bimestrale lanciata a fine gennaio da Libera, l’associazione contro le mafie di don Luigi Ciotti e dal Gruppo Abele, la onlus per “dare voce a chi non ha voce” fondata anch’essa da don Ciotti, lavialibera, ha debuttato con uno scoop.
La direttrice Elena Ciccarello ha intervistato uno dei 15mila moderatori di Facebook, distribuiti in 20 sedi sparse per il mondo, che ogni giorno, su turni dalle sette alle nove ore, passano al setaccio i milioni post pubblicati sul social network per rimuove quelli violenti, razzisti o con contenuti raccapriccianti.

Secondo quanto riportato dal portale «tra le categorie protette, in quanto più a rischio, ci sono i giornalisti, i membri delle Ong e i calciatori del Napoli. “Noi proteggiamo alcune persone o gruppi considerati ad alto rischio”, si legge  ad esempio nell’intervista, “come i calciatori del Napoli, i giornalisti, i ministri, i membri delle Ong, alcuni giudici, come quelli che hanno emesso la sentenza di condanna per il caso Cucchi. Matteo Salvini è classificato come figura ad alto rischio, perciò lo proteggiamo da tutti gli attacchi. Se sulla pagina delle Sardine qualcuno ha pubblicato dei contenuti contro il leader leghista, e questi sono stati cancellati per violazione, il cumulo di rimozioni potrebbero aver attivato la sospensione automatica della pagina. Sulla base della linea guida violata, una pagina può essere sospesa a causa anche di un solo contenuto».

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