Coronavirus, sale il numero di morti in Cina. Il virologo Pregliasco: “Potrebbe arrivare anche in Italia”

0
Coronavirus, sale il numero di morti in Cina. Il virologo Pregliasco: “Potrebbe arrivare anche in Italia”

ARTICOLI IN EVIDENZA

E’ salito a 132 morti e 6.078 contagi il numero delle persone colpite dal nuovo coronavirus di Wuhan in Cina. A renderlo noto sono i media cinesi: nella provincia meridionale di Guangdong tra i ricoverati figurano anche due cittadini australiani, uno studente pachistano e due persone provenienti da Hong Kong. 

Il virologo, ricercatore all’Università Statale di Milano, spiega ad HuffPost origine e diffusione del virus: “Con il 3% di mortalità si colloca tra un’influenza normale e la Sars. I cittadini italiani stiano tranquilli: le istituzioni stanno lavorando per arginarlo”.

Alla domanda se il virus potrebbe raggiungere l’Italia il dottore ha risposto così all’HuffPost.

“Qualcuno che sfugge c’è sicuramente, qualcuno che è in fase ancora di incubazione, ci vogliono 14 giorni perché si manifesti la malattia. O dei casi secondari: perché l’epidemie come questa si diffondono come un incendio, quindi per propagazione progressiva, perdendo le sterpaglie via via, ma anche con gli spezzoni incendiari che il vento porta avanti. potrebbero arrivare casi direttamente da Wuhan o dalle zone circostanti o casi secondari nel momento in cui un locale, a sua volta contagiato da un soggetto proveniente dalle zone interessate, contagia gli altri, come è successo in Baviera. Inoltre anche i sospetti asintomatici possono trasmetterla, quindi è difficile controllarla. È vero che il controllo della febbre negli aeroporti alle frontiere è utile, ma becca solo chi è sintomatico”.

Riguardo il tema del Coronavirus cinese il Prof. Roberto Burioni è intervenuto nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

 

“Spero di sbagliarmi ma non credo che il vaccino contro il coronavirus possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini ma abbiamo la possibilità di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell’ostacolare la diffusione”.

 

“Il virus in Italia non c’è, quello che bisogna fare è non andare in Cina o in altre zone in cui il virus è presente e verificare le persone che tornano dai luoghi contaminati”

 

“Riguardo i seimila casi questo è un numero che non sta nè in cielo nè in terra. Come minimo ci va un altro zero, come minimo. Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3% Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese”.

 

“E’ di oggi una comunicazione del governo indiano che consiglia l’omeopatia per contrastare l’infezione da coronavirus, questa volta non si scherza più, questa volta entra in gioco il darwinismo se qualcuno fa il cretino. Quello che ci può salvare la pelle è la scienza e nient’altro”.

È SUCCESSO OGGI...