Caso Cucchi: capo Squadra Mobile indagato filmò mail come salvavita

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Caso Cucchi: capo Squadra Mobile indagato filmò mail come salvavita

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“Io per fortuna, Fabio, la mail l’ho stampata. L’hanno vista in tanti. Ho fatto gia’ un primo filmino, ma non viene bene. Lo devo rifare perche’ ho paura che mi cancellino la mail. E quella e’ il mio salvavita”. Cosi’ diceva al telefono, il 26 settembre 2018, il maresciallo Massimiliano Colombo Labriola, comandante della stazione di Tor Sapienza, parlando con il fratello Fabio. Questa conversazione, ricordata da Luigi Silipo, dirigente della Squadra Mobile, sentito come teste nel processo sui depistaggi legati al caso di Stefano Cucchi, si riferisce all’ordine impartito dalla scala gerarchica del Gruppo Roma di falsificare le annotazioni sullo stato di salute del 31enne geometra quando la sera dell’arresto (15 ottobre 2009) venne portato in caserma e pestato. Colombo Labriola, come appurato dalla Squadra Mobile, era preoccupato perche’ temeva di essere incastrato dai vertici dell’Arma e con quel filmato sulla mail si sentiva al sicuro, come fosse un’assicurazione da ogni rischio.

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