Traffico di rifiuti, sequestrata discarica abusiva vicino Frosinone. Cisl: “Urge un piano”

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Traffico di rifiuti, sequestrata discarica abusiva vicino Frosinone. Cisl: “Urge un piano”

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Cinque persone sono state arrestate nell’ambito di una operazione che ha condotto anche al sequestro di un sito adibito a cava e di 29 automezzi, nella provincia di Frosinone. L’operazione e’ stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.), dalla Stazione Carabinieri Forestale di Anagni, e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, che stanno eseguendo un’ordinanza consistente in 2 custodie cautelari in carcere, 3 arresti domiciliari, sequestro di un sito adibito a cava, 29 sequestri di automezzi, per i reati di attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, gestione di discarica abusiva, combustione illecita di rifiuti.
La custodia cautelare in carcere e’ stata disposta per due fratelli residenti a Ferentino, in provincia di Frosinone, che nella cittadina gestiscono una cava, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per due coniugi che gestiscono una societa’ di smaltimento rifiuti a Morolo, sempre nel Frusinate e un consulente ambientale residente a Castrocielo.

“La discarica abusiva scoperta oggi a Ferentino, in provincia di Frosinone, rappresenta l’ennesimo sfregio per un territorio come quello ciociaro che non solo ha dovuto sopportare anni di sversamenti di rifiuti industriali, pensiamo solo alla valle del Sacco, ma da tempo sembra essere diventata una terra di nessuno dove prolifera l’interramento illecito di rifiuti di vario genere. Una terra dei veleni dove l’inquinamento ambientale si è stretto in un abbraccio mortale con organizzazioni criminali e mafiose”. Così, in una nota, Enrico Coppotelli ed Enrico Capuano, rispettivamente segretari generali della Cisl del Lazio e Cisl di Frosinone. “Un abbraccio mortale che non risparmia nemmeno i terreni coltivati. Solo pochi mesi fa, tra Frosinone e Napoli, sono state scoperte intere piantagioni di ulivo e granturco compromessi dalla presenza di rifiuti smaltiti illegalmente. L’onda nera del malaffare, delle discariche abusive, dei rifiuti interrati, dei fuochi accesi che avvelenano intere comunità supera i confini del basso Lazio fino alla Capitale dove periferie e campagne sono violentate da centinaia di discariche abusive nel più totale degrado. Stando così le cose, l’emergenza ambientale è la sfida numero uno dei prossimi anni e non accorgersene è da irresponsabili. Per il bene di tutti è necessario un Piano regionale dei rifiuti che finalmente chiuda il ciclo di smaltimento entro i confini della nostra Regione, ma è altrettanto indispensabile moltiplicare i controlli sul territorio per reprimere l’illegalità che sta alla base di questi comportamenti. E poi, senza indugi, procedere alla bonifica immediata dei siti inquinati: su questo punto, riteniamo che ritardi e meline sono altrettanto intollerabili. La salute dei cittadini è il primo bene di cui dobbiamo preoccuparci e questa passa, inevitabilmente, dalla salubrità dell’ambiente in cui viviamo”.

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