Stadio Roma: chiuso filone, ci sono i fratelli Toti e Statuto

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Stadio Roma: chiuso filone, ci sono i fratelli Toti e Statuto

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La procura chiude un terzo filone di indagine legato alla costruzione del nuovo Stadio della Roma con una decina di persone a rischio processo. L’atto di chiusura dell’inchiesta, che di solito anticipa la richiesta di rinvio a giudizio, chiama in causa, oltre a Marcello De Vito (presidente dell’assemblea capitolina), all’avvocato Camillo Mezzacapo e all’imprenditore Luca Parnasi, tutti e tre gia’ a dibattimento, anche i costruttori Pierluigi e Claudio Toti e Giuseppe Statuto. I reati contestati dai magistrati, a seconda delle singole posizioni, sono quelli di corruzione, traffico di influenze ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

I pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli ritengono che De Vito abbia indotto i fratelli Toti, interessati all’iter amministrativo che riguardava il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali, in fase di stallo, ad assegnare un incarico professionale allo studio legale dell’avvocato Mezzacapo, remunerato con un importo pari a 110mila euro, trasferiti dalla societa’ ‘Silvano Toti Holding spa’ allo stesso legale e da quest’ultimo trasferiti, per 48mila euro su un conto intestato alla societa’ MDL srl, riconducibile allo stesso Mezzacapo e al presidente dell’assemblea capitolina. Pierluigi Toti, poi, nella veste di presidente del cda della ‘Silvano Toti Holding spa’, “al fine di evadere le imposte sui redditi”, avrebbe indicato “elementi passivi fittizi utilizzando nella dichiarazione relativa al 2017, la fattura emessa da Mezzacapo e relativa ad una operazione inesistente”.
Quanto a Statuto, che in questa inchiesta e’ entrato in ballo nella veste di amministratore unico della Statuto Lux holding Re, i pm sono convinti che il costruttore abbia promesso ed erogato in favore di De Vito e Mezzacapo la somma di 24.500 euro, sempre come incarico professionale allo studio legale dell’avvocato, affinche’ si intervenisse su “soggetti impegnati nell’iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire, con cambio di destinazione d’uso e ampliamento, di un edificio nell’area dell’ex Stazione Trastevere, di interesse della ‘Ippolito Nievo srl’, societa’ del gruppo Statuto, che avrebbe voluto costruirvi un hotel.

A Parnasi, invece, la procura contesta, tra il marzo 2017 e il giugno 2018, l’erogazione, per lo svolgimento della funzione di De Vito e l’asservimento della stessa funzione esercitata agli interessi dell’imprenditore, “di molteplici utilita’ e tra queste l’affidamento, o anche la sola promessa, di lucrosi incarichi” allo studio Mezzacapo, sempre per la rimozione di ostacoli nella costruzione dello Stadio o per l’approvazione di una delibera in consiglio comunale per la realizzazione nella zona della ex Fiera di Roma di un campo di basket e di un polo per la musica, “superando le limitazioni poste dalla delibera Berdini che aveva limitato le cubature in quella zona fino a 44mila metri cubi”.

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