Roma Giardinetti, congelato un cantiere da 100 milioni

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Roma Giardinetti, congelato un cantiere da 100 milioni
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Nel cuore di Roma c’è un cantiere sospeso che vale oltre 100 milioni di euro e un tram che viaggia con carrozze di 90 anni. È quello dell’ex ferrovia Roma Giardinetti. Il piano di potenziamento e rilancio del tracciato, seppur approvato, è congelato presso il ministero per un problema di natura tecnica, e nessuna delle istituzioni interessate sembra fare nulla per sbloccare la situazione. Per disarticolare l’immobilismo Legambiente Lazio insieme a varie associazioni (ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti); Amedeo Trolese (ORT – Legambiente); UTP (Assoutenti); Carlo Andrea Tortorelli (Odissea Quotidiana- Sferragliamenti Casilina); David Nicodemi (Associazione TrasportiAmo) nei giorni scorsi hanno concordato un pressing per accellerare  recupero, salvataggio e rilancio della Termini-Giardinetti che considerano “strategica nel bacino compreso tra i Municipi V e VI, e valido il “progetto di ammodernamento e prolungamento adottato dall’Amministrazione di Roma Capitale, inserito nel PUMS. il Programma miano mobilità del Comune. Il piano formulato dall’ingegner Andrea Spinosa prevede in primis la cessione della infrastruttura a Roma Capitale da parte della Regione Lazio, il mantenimento integrale della tratta Laziali-Giardinetti, senza diminuzione dell’estensione o variazione sostanziale delle caratteristiche; 2) Riqualificazione tratta esistente da Laziali a Giardinetti dove la stazione, oggi in abbandono, è stata ristrutturata con una spesa di 4 milioni; 3) Prolungamento da Termini Laziali a Termini Stazione (alt. via Gioberti) e prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata (Policlinico e Città Universitaria); 4) Nuovo materiale rotabile a pianale ribassato per consentire l’accessibilità ai passeggeri con ridotta mobilità; 5) Riduzione impatto quartiere Tor Pignattara; 6) Mantenimento vincolo storico edifici deposito/officina Centocelle; 7) Istituzione nuove fermate: “Centro commerciale”, all’altezza dell’omonima struttura su via Casilina, e “Policlinico Casilino”, poco successiva; 8) Insonorizzazione tratto esistente su via Giolitti. Istituzione Osservatorio permanente presso Roma Capitale, similmente a quanto avvenuto per la ferrovia Roma-Viterbo. Il Ministero dei Trasporti pur valutando positivamente il progetto, ha “congelato” il finanziamento della metrotramvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata prescrivendo la sostituzione dell’attuale scartamento (distanza tra rotaie) di 950mm con lo scartamento di tipo tramviario 1.445mm. “Tale scelta – fanno notare le associazioni – porta con sé notevoli complicazioni progettuali ed extracosti, con il rischio della paralisi della linea”. Per Legambiente e il cartello delle associazioni pro Roma-Giardinetti, questo lavoro non è necessario. In base agi elbaorati approvati dal’Assemblea capitolina, il prolungamento Termini Laziali a Termini Stazione ha un’estensione di 527 metri a doppio binario ed un costo stimato di 9 mln di euro, comprensivo del sistema di telecontrollo e asservimento all’intersezione con la galleria stradale tra via Giolitti e via Marsala. Mentre il prolungamento Giardinetti-Tor Vergata ha uno sviluppo di circa 3,3 km e 9 nuove fermate (Giardinetti Metro, Carcaricola, Tenuta di Torrenova, Agenzia Spaziale Italiana, Lettere, Ingegneria, Economia, Policlinico di Tor Vergata, Rettorato), con un costo stimato di 104 mln di euro, comprensivo dell’acquisto di 8 convogli a pianale ribassato accessibili a tutti. La LineaTermini-Tor Vergata in questa configurazione finale avrebbe una domanda di 55.100 passeggeri al giorno, con un incremento annuo sulla linea C pari all’8,1% (2,5 mln di passeggeri) e consentirebbe  di dotare la seconda università di una connessione su ferro e di collegare tre poli ospedalieri della città (Figlie di San Camillo, Casilino, Tor Vergata).

«La Roma-Giardinetti – dice David Nicodemi (Associazione TrasportiAmo –  deve uscire dalla zona grigia e dalle ambiguità in cui si trova attualmente. Occorre chiarezza e concretezza. . Il tavolo congiunto, aperto ai comitati e associazioni, nasce con obiettivi specifici, sensibilizzare i cittadini e responsabilizzare le Istituzioni, ognuna per propria competenza. Per il presente occorre prevedere la riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti, in modo da far uscire dall’isolamento quartieri come Torre Maura e Giardinetti.  Ma prima ancora, Roma Capitale deve sbrigarsi ad acquisire la linea dal patrimonio regionale. Argomenti questi inseriti nella petizione online lanciata nelle scorse settimane sulla piattaforma change.com e recepiti nella mozione presentata dalla Consigliera Svetlana Celli, che sarà discussa nei prossimi giorni dall’Assemblea Capitolina. Altro punto di (ri)partenza».

Roberto Sacchi (Presidente Legambiente Lazio): «La Termini-Giardinetti deve diventare un moderno tram, tornando a percorrere ogni metro dei binari fino alla stazione Giardinetti fuori il GRA, e non fermarsi nel nulla, sulla Casilina senza neanche un interscambio con una fermata della metro C e arrivare fino a piazza dei Cinquecento. Il Comune prenda immediatamente in carico la linea che la Regione ha scaricato dalla propria gestione-programmazione del trasporto pubblico”. 

Dati tecnici del servizio attuale:

Orario di esercizio 5:30-22:30 con una frequenza di punta pari a 6 minuti; Parco rotabile: 12 treni “bloccati” (gruppo 0, 100 e 420) di oltre 90 anni, 6 treni gruppo 820 del 1987, 6 treni del gruppo 830 del 1998; Capacità di trasporto del singolo convoglio: 300/400 persone, a seconda della tipologia;Numero programmato di treni in servizio nelle ore di punta. Lunghezza di esercizio 5,362 km, con un tempo di percorrenza pari a 30 minuti, compresi i tempi accessori Bacino di utenza: 29.000 passeggeri al giorno.

Luca Benigni

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