Sradicata la vigna di Papa Ratzinger: giallo sul provvedimento

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Sradicata la vigna di Papa Ratzinger: giallo sul provvedimento

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Stanno facendo il giro del web le foto che raccontano la distruzione della vigna di Papa Ratizinger a Castel Gandolfo, donategli dalla Coldiretti quando era in carica al soglio pontificio. Oggi al posto dei filari di Cesanese e Trebbiano, compaiono buche e terra smossa. Come si legge anche sul Messaggero, questa era una delle tappe turistiche, una curiosità, anche perché il pontefice emerito, quando atterrava nel vicino eliporto per trascorrere qualche giorno di vacanza a palazzo, passando da lì poteva ammirare le sue viti. La scelta, spiegano dal Vaticano, tecnicamente è ascrivibile ai vertici dei Musei Vaticani dai quali dipende l’intera area museale di Castel Gandolfo aperta al pubblico per decisione di Papa Francesco. La direttrice dei Musei, Barbara Jatta, interpellata dal Messaggero sulla vicenda, tramite il suo ufficio stampa, ha fatto sapere di non volerne (o poterne) parlare e non ha fornito alcun dettaglio. Solo un impacciato: «No comment». 

Molto probabilmente è stato trascurato il fatto che quello non era un vitigno comune, un pezzo di campagna come un’altra, ma rappresentava il luogo spirituale di Benedetto XVI. Il luogo che amava al punto che avrebbe voluto che gli agricoltori diretti giunti da lui in audizione, realizzassero il progetto di ammodernare la piccola cantina con le attrezzature per fare il vino, con le botti di castagno e rovere necessarie per l’invecchiamento.

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