Colle Fagiolara, il grande caos del post mortem

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Colle Fagiolara, il grande caos del post mortem

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scattato il conto alla rovescia per la chiusura della discarica di Colleferro e cresce il nervosismo per il “post mortem” del sito di Colle Fagiolraa. Come verra fatto? Quale nuovo impianto subentrerà? E poi, siamo sicuri davvero che la discarica chiude visto che, dicono i comitati locali, non esiste ancora un provvedimento formale ma solo annunci spot dei politici locali?

 

Su questo e altri temi si è dibattuto oggi all’Auditorium di Colleferro, dove erano riuniti comitati locali, associazioni e. movimenti ambientalisti per respingere qualsiasi ipotesi di proroga della discarica. Di sicuro l’avvio del post mortem a Colleferro potrebbe significare la “morte” della gestione rifiuti a Roma. Nell’ultima ordinanza regionale, Nicola Zingaretti ha chiesto agli impianti del Lazio di prendere quanti più rifiuti possibile da Roma. Ma la questione degli sbocchi di Ama sta molto a cuore anche al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Il quale, appena può, ripete che in questa vicenda ha soltanto un ruolo da facilitatore, ricorda che non ha competenze dirette nella vicenda, ma mai come in queste ore starebbe facendo pressioni per risolvere il nodo del dopo Colleferro, al centro delle preoccupazioni del Campidoglio.

In merito alla vicenda di Colleferro è bene riepilogare sinteticamente elementi che attestano il termine del ciclo di vita della discarica di Colle Fagiolara.

L’impianto è stato autorizzato con decreto del Commissario n. 33 del 5/4/2007, poi aggiornata con successiva Determinazione Regionale n. B1851dell’8/05/2009 e modificata con Determinazione dirigenziale n. B0702 del 15/02/2010.

Successivamente è stata oggetto di altri atti ed in particolare:

Determinazione motivata di conclusione del procedimento di rinnovo quinquennale B02035 del 6/4/2012; Determinazione G11840 del 14/10/2016 per la realizzazione, nelle more dello spostamento dell’elettrodotto che interessa parte degli abbancamenti, di un intervento di provvisoria e parziale sopraelevazione di una porzione della discarica; Determinazione G14333 del 01/12/2016 per la realizzazione di impianto di trattamento in situ del percolato prodotto dalla stessa discarica.

Attualmente, la scadenza dell’autorizzazione al 2022 è determinata dall’entrata in vigore delle modifiche introdotte alla disciplina dell’AIA con D.Lgs 46/2014 che, prolungando la durata di tale autorizzazione al doppio del termine precedentemente disciplinato, ha proiettato dal 2012 al 2022 l’arco temporale autorizzato.

Peraltro, tale arco temporale, appare pienamente coerente con le attività che devono essere necessariamente gestite al termine dell’esercizio ordinario della discarica, in quanto per la costruzione del capping e del post mortem permane la necessità del titolo autorizzatorio che deve comunque rimanere in vigore anche solo per la gestione post operativa dell’impianto. Pertanto la durata dell’autorizzazione al 2022 non equivale a durata della coltivazione della discarica. Al contrario, tutti gli atti del gestore della discarica, da ultimo la determinazione della tariffa di conferimento dei rifiuti presso l’impianto stesso sancisce la durata dell’esercizio della discarica al 31/12/2019.

Non a caso la proroga di 15 giorni rispetto alla scadenza dell’esercizio della discarica prevista al 31/12/2019, stabilita con ordinanza Z00003 del 27/11/2019, se mira a garantire sbocchi per i rifiuti di Roma nella fase delle festività, è resa possibile per il blocco dell’operatività dell’impianto generato a seguito dell’incidente sul lavoro verificatosi nel mese di novembre 2019. Per quanto riguarda le attività della discarica per il 2020, queste saranno orientate all’avvio del capping dell’impianto, sulla base del progetto esecutivo elaborato nel corso del 2019.

Parallelamente, allo scopo di mantenere una ben più limitata quantità di conferimento a supporto del ciclo dei rifiuti di Roma, la Regione sta comunque valutando la possibilità di effettuare non più una operazione D (smaltimento) nel sito, ma una operazione di recupero (R) della FOS. Tale attività non è attualmente prevista nelle norme tecniche relative al recupero dei rifiuti (DM 5 febbraio 1998) ma grazie ad una recente disposizione normativa potrebbe essere percorribile una forma di recupero del rifiuto diverso per la quale è necessario attivare una autorizzazione ad hoc su elementi valutati caso per caso. Si rappresenta che a tale scopo è stato già attivato un tavolo con le autorità competenti (Città Metropolitana, Arpa) al fine di definire le condizioni ambientali necessarie al recupero stesso la cui riunione è fissata per il prossimo 14 gennaio 2020. Infine si sottolinea che lo scorso 27 dicembre 2019 una porzione della discarica è stata oggetto di sequestro da parte della AG.

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