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lunedì, 30 Dicembre, 2019
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La ferrovia Roma-Giardinetti deraglia nell’abbandono. Pendolari sul piede di guerra

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La ferrovia Roma-Giardinetti deraglia nell’abbandono. Pendolari sul piede di guerra
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Mentre la Regione rivoluziona e restituisce un futuro alla Roma nord e la Roma lido, la ferrovia  Roma-Giardinetti, letteralmente deraglia dai binari e nell’incertezza. Ed i pendolari annunciano l’apertura di un nuovo fronte. Come denunciano l’Associazione Trasportiamo e l’Osservatorio regionale sui Trasporti, “il Ministero dei Trasporti ha accantonato il progetto di riqualificazione della Roma-Giardinetti, inserito nel PUMS, la Regione Lazio glissa e Roma Capitale tarda ad acquisire al patrimonio comunale l’infrastruttura, i treni continuano a deragliare”.
 
L’ultimo episodio è avvenuto nei giorni scorsi  presso il deposito/officina di Centocelle, durante le consuete operazioni di manovra. Il tempo delle chiacchiere anche per linea Giardinetti, la terza delle ferrovie regionali in concessione all’Atac dal 2010, sembra finito. È urgente decidere cosa fare di questa ferrovia e che è tutto ciò che rimane della vecchia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone. Oggi secondo i tecnici delle due associazioni la  linea gioca un ruolo fondamentale nella mobilità della Casilina, insieme alla Metro C, deve uscire dal limbo nel quale è caduta a causa del menefreghismo istituzionale. “I Comitati di quartiere, le associazioni dei pendolari e i cittadini devono unire le proprie forze e pretendere il risanamento della linea».
 
È quanto dichiara nella nota congiunta l’Associazione TrasportiAmo. «A titolo esaustivo ricordiamo», prosegue, «che il corrispettivo di 90milioni di euro previsto per l’espletamento del servizi ferroviari, disci-plinato dal Contratto di Servizio Regione-Atac ancora in essere, è destinato anche alla manutenzione ordinaria dei beni, delle infrastrutture, dei mezzi e degli impianti. Tale circostanza rileva una certa corresponsabilità dell’Azienda Capitolina nella conservazione delle stesse infrastrutture». «L’ennesimo rinvio ed il mancato finanziamento del Ministero», aggiunge Andrea Ricci dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti, «dimostrano ulteriormente che non c’è davvero più tempo da perdere se non si vuole che sia scritta un’altra pagina vergognosa nella storia dei trasporti romani e del Lazio. L’Osservatorio collaborerà con tutte le altre realtà che si sono occupate in questi anni della linea per fare, con un’iniziativa condivisa e dal basso, i passi che spingano, a partire dal progetto presentato al MIT, Ministero, Regione e Comune a rapidamente concludere gli atti amministrativi che consentano di riportare questa linea, in sicurezza, efficienza e sostenibilità, a riprendere il ruolo centrale che le compete».  
 
Luca Benigni

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