Trasporti, Regione Lazio: 800 milioni per rinnovo Roma-Lido e Roma-Viterbo

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Trasporti, Regione Lazio: 800 milioni per rinnovo Roma-Lido e Roma-Viterbo

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La Regione lavora ad un progetto grande per la mobilità regionale che vale 800 milioni. L’obiettivo è rendere moderne, cioè umane, due ferrovie regionali strategiche e che tali non sono più da anni.

La Roma Nord che parte da Piazzale Flaminio e serve l’area urbana a nord della Capitale fino a Viterbo, e la Roma Lido che dal capolinea della Piramide attraversa  il popoloso sud di Roma fino a Ostia. Sono linee che “fanno schifo“ come ha detto venerdì scorso Nicola Zingaretti presentando il progetto presso il cantiere della nuova Stazione Flaminio. 

Ogni giorno quelle due linee vengono utilizzate da circa 10mila persone, 310mila ogni anno, 70mila la Roma Nord, 240mila la Lido. Se questa volta si fa sul serio si tratta di una vera “grande opera” in grado di dare dignità e identità a pezzi importanti del territorio metropolitano e regionale. 

Dunque tutto bene? Sì, ma solo se si terrà conto delle persone coinvolte. Il piano di valenza epocale, era atteso da decenni, ma i lavori dureranno dai 3 ai 4 anni e comporterà grandi disagi quotidiani e stress a migliaia di cittadini, non solo pendolari.   

Il management che Zingaretti ha indicato per gestire il cambiamento sembra essere all’altezza. L’ingegnere Antonio Mallamo attuale presidente di Astral, ha in animo di rinnovare la ferrovia Roma Nord da anni. Il progetto era già pronto alla fine della Giunta regionale Marrazzo-Montino e fu fatto suo anche dalla candidata alla presidente Emma Bonino.  Venne però cancellato da Renata Polverini e il suo non rimpianto staff. 

Dunque ha le carte in regola per condurre in porto le opere, di quella ferrovia di cui conosce ogni curva. Amalia Colaceci attuale presidente di un Cotral risanato e che ha messo in campo 1000 nuovi pullman per collegare tutti i comuni del Lazio,  sembra in grado di reggere la sfida di gestire il servizio ed i nuovi treni cosa che avverrà dal luglio 2021. In cabina di regia l’assesore regionale Mauro Alessandri ha i numeri per governare la complessità del progetto, poichè è stato sindaco per due mandati di un grande comune come quello di Monterotondo.  

E’ un tridente con adeguato spessore di competenza tecnica, amministrativa e manageriale. Ma all’alba del 2020 tutto questo non basta. Queste sono le “dotazioni” giuste e di qualità ma minime, necessarie per condurre in porto un progetto da 800 milioni di euro. Perché una grande opera non diventi un quadriennale pentolone di mugugni e proteste a favore di insoddisfazione e rabbia, occorre  però fare uno sforzo in più: non solo  mettere in campo i più bravi, ma coinvolgere anche e soprattutto, i pendolari quelli destinati a subire 48 mesi (e più) di seccature. 

Governare il disagio, questa è la sfida, non solo far bene e presto i lavori. Si tratta di un tema di fondo se non si vuole trasformare un progetto atteso in una disfatta nei consensi. Inoltre non bisogna dimenticare che, la Roma Nord in particolare riguarda, anche 10 comuni della Tuscia e invece, fino ad oggi, la provincia di Viterbo e i suoi cittadini sembrano dimenticati. 

Da mesi le associazioni dei pendolari chiedono di far parte in modo stabile dell’Osservatorio regionale istituito per seguire passo passo i lavori previsti dal piano, insieme a tutti i sindaci dei comuni interessati dalle opere. Occorre dare seguito a questa richiesta, dialogare e dare spazio ai pendolari preoccupati che guardano all’annuncio dei lavori con una forte dose di scetticismo. 

Il cambio di passo è un fatto di partecipazione e democrazia oltre che di competenza e professionalità. I pendolari vanno ascoltati, le loro proposte valutate, vanno resi partecipi dei problemi che insorgono, devono conoscere anche le ragioni, nomi e cognomi di chi ritarda i lavori. Avere un cronoprogramma ufficiale dei lavori, portare rappresentanti dei cittadini nella “stanza dei bottoni”. Questa la strada e per recuperare fiducia e credibilità nei confronto delle politica e della istituzioni. Senza trucchi, ma con le porte aperte. 

Luca Beninigni

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