Ragazze investite, un testimone: impossibile evitarle. La ricostruzione

0
Ragazze investite, un testimone: impossibile evitarle. La ricostruzione

ARTICOLI IN EVIDENZA

“Quelle due ragazze sono sbucate all’improvviso, correvano mano nella mano. Mi creda, era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos’è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano”. All’indomani dei funerali delle 16enni Gaia e Camilla, a raccontare al quotidiano ‘Il Messaggero’ la sua versione sul tragico incidente di Corso Francia è Davide A., studente 20enne e migliore amico dell’investitore Pietro Genovese, in auto con lui una settimana fa al momento dell’impatto nella notte del 22 dicembre scorso.

“Vado li’ ogni giorno. Accanto a quel guardrail pieno di fiori. Mi siedo e penso a Gaia. Alla mia amica che non c’e’ piu’. Ai nostri giorni insieme. E rifletto su quanto siamo incauti noi ragazzi. Perche’ si’, anche io ho attraversato corso Francia di notte, correndo, fuori dalle strisce pedonali e con il semaforo verde per le auto.
Rischiando la vita”. Cecilia, 16 anni, amica e coetanea di una delle due ragazze morte investite da un’auto, ammette che attraversare in quel punto cosi’ pericoloso e’ un’abitudine.
“Si’, purtroppo. L’ho fatto anche io. Prendi la rincorsa, scavalchi il guardrail e corri piu’ veloce che puoi dall’altra parte”. Perche’? “Forse perche’ abbiamo 16 anni? Per fare piu’ in fretta a raggiungere i tuoi amici, per non fare tardi sulla via del ritorno a casa. O forse e lo so che e’ stupido, perche’ e’ divertente. Pensi sempre che se guardi bene a destra e a sinistra, e corri forte, dall’altra parte ci arriverai”. Una sfida? “No, una leggerezza, un azzardo – risponde Cecilia – Finora nessuno dei miei amici aveva avuto un incidente”.
Ma Gaia e Camilla sono morte. “Una catena di disgrazie. Che ha coinvolto tre famiglie. Anche quella di Pietro. E” vero andava veloce, ma pioveva a dirotto e nessuno su corso Francia rispetta i limiti di velocita’. Noi che abitiamo in questo quartiere lo sappiamo”. Cambiera’ qualcosa? “Lo spero. Non si puo’ morire cosi’. Quando quella mattina mia madre mi ha svegliato, dicendomi che Gaia era morta travolta da un’auto su corso Francia, ho capito subito dove era avvenuto l’incidente.
Ho tremato. Sarebbe potuto accadere a me. Vorrei che nessuno togliesse piu’ i fiori e gli striscioni da quel guardrail”.

È SUCCESSO OGGI...