CasaPound, a giudizio 8 dirigenti Demanio e Miur

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CasaPound, a giudizio 8 dirigenti Demanio e Miur

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Il bilancio regionale e’ andato oltre questi temi intervenendo sulla questione del prezzo del latte e declinando – prima Regione in Italia – le impostazioni del Dl 51 del 2015, sostenendo cosi’ pienamente l’attivita’ di informazione relativa ai costi medi agevolando la diffusione dei dati che interessano il territorio regionale e che vengono messi a disposizione da Ismea. Un provvedimento che riguarda le imprese agricole, di trasformazione e la stessa distribuzione commerciale: “Viene dunque ribadito- insiste Granieri- che la corretta informazione rappresenta un valore ed e’ un aspetto fondamentale per le imprese. Proprio grazie a questa attivita’ di monitoraggio sara’ infatti possibile costruire veri e propri modelli di class action a sostegno della filiera produttiva e dei consumatori. Per questo parliamo di un provvedimento importantissimo che e’ in linea con il lavoro quotidiano di Coldiretti volto alla valorizzazione e alla salvaguardia dei prodotti del Lazio e del lavoro di migliaia di allevatori che hanno bisogno di chiarezza e supporto e che a tal proposito – conclude il presidente Granieri -, da oggi possono contare su un alleato in piu’ insieme ai loro interlocutori piu’ importanti: i consumatori del Lazio”.

L’immobile, che nel settembre del 1958 il Ministero delle Finanze-Direzione Generale del Demanio concesse in uso governativo al Ministero della Pubblica Istruzione (poi Miur), comincio’ ad essere occupato abusivamente a partire dal dicembre del 2003, a seguito di uno sgombero e di trasloco dei vecchi uffici, da esponenti del movimento politico di estrema destra. CasaPound, nei cui confronti la magistratura contabile non puo’ intervenire trattandosi di un’associazione di diritto privato, motivo’ l’occupazione dicendo di voler fornire un’abitazione a circa 20 famiglie. Da allora comincio’ un lungo contenzioso fatto di denunce, esposti, rimpalli di responsabilita’ tra enti e organi istituzionali per capire se fosse o meno praticabile lo sgombero degli occupanti e quali azioni fosse necessario adottare. Dalle indagini e’ emerso che nel 2018 all’amministrazione comunale risultava che nello stabile fossero residenti 34 italiani, di cui 12 minori, 3 anziani e 3 persone note alla Sala Operativa Sociale per un totale di 17 nuclei familiari. Ad essere utilizzati sono 58 vani (come abitazioni private), 3 magazzini, 3 stanze di uso comune e due sale conferenze. Per la procura regionale contabile, “dai fatti descritti e accertati” e’ derivato “un danno concreto e attuale alle pubbliche finanze derivante dal mancato utilizzo o messa a reddito dell’immobile occupato, con relativa perdita economica per le finanze pubbliche”. Ai 4,5 milioni di euro si e’ arrivati calcolando l’ammontare complessivo dei canoni che si sarebbero dovuti riscuotere da CasaPound e dalle famiglie occupanti dal primo gennaio 2004 al 31 maggio 2019.

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