La donna del mare – note di regia e fotografie

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La donna del mare – note di regia e fotografie

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La donna del mare, un classico, opera del padre della drammaturgia moderna Henrik Ibsen, è andato in scena per sei repliche registrando il sold out ad Essenza Teatro in un adattamento in due atti proposto dalla regista Stefania Brigazzi.  Alcuni dipinti dei pittori norvegesi Edvard Munch e Hans Dahl hanno ispirato l’ambientazione dell’opera nel secondo decennio del novecento. In un piccolo paese sulle rive di un fiordo norvegese la sensibile e affascinante Ellida, interpretata da Monica Taglione, cresciuta vicino al mare aperto, in quanto figlia del guardiano del faro, soffre i confini ristretti della sua condizione borghese di seconda moglie del medico Wangel, Antonello Spadea, e mai accettata madre delle figliastre, nonché subisce le maldicenze della gente per la sua irrequietezza. Ellida, nonostante l’evidente amore del marito, rimpiange la possibilità di un’altra possibile vita con il misterioso capitano con cui aveva avuto una coinvolgente relazione prematrimoniale e identifica l’attrazione per l’uomo e la paura del suo ritorno con la potenza del mare che insieme la spaventa e la incanta.

Quello che fa di questa storia un capolavoro senza tempo è che Ibsen focalizza l’obiettivo sulla vera causa della infelicità della donna nella sua epoca e in molte epoche e culture: la mancanza di libertà. Ellida si era sposata per logiche di bisogno e convenienze sociali ed economiche, e non per scelta, e la relazione con il marito non poteva reggere a lungo il confronto con il naturale innamoramento passionale di gioventù.

La storia è incorniciata dall’intreccio di relazioni familiari e sentimentali tra Ellida, il marito Wangel, le figlie di lui Bollette, Giulia Somma, e Ilda, Margherita Iacomacci, il professor Arnolmh, Gabriele Principato,  e il giovane scultore Lyngstrand, Davide Gambaro, relazioni che permettono di rappresentare le mutevoli e ondeggianti pulsioni delle donne (che appaiono ondeggiare come le onde del mare tra bisogno di stabilità e di libertà) e le sempre attuali tensioni familiari. Lo sguardo di Ibsen e della regista non sono giudicanti sulle vicende ed ogni personaggio è raccontato nelle sue motivazioni con rispetto e dignità. La borghese formalità dei dialoghi non riesce a nascondere le pulsioni e i bisogni di sicurezza, appartenenza, realizzazione personale, stima e amore dei personaggi. Ma solo nella protagonista, scatterà la consapevolezza del bisogno, per essere felice, di poter scegliere in autonomia il proprio destino, libera da vincoli e condizionamenti.

Essenziale in questa maturazione il contributo degli uomini, sia lo straniero, l’affascinante voce fuori campo del maestro e direttore artistico di Essenza Teatro Paolo Perelli, che il marito Wangel, i quali, con l’aggettivo ‘liberamente’ innescano in Ellida il processo di trasformazione.

Le figlie di Wangel, in particolare Bolette, rappresentano delle piccole Ellida, ricalcando esperienze sentimentali simili a quelle della donna del mare nelle rispettive età. Così come il giovane scultore Lyngstrand rappresenterà per Bolette la prima promessa d’amore, e il professor Arnolm il ragionato matrimonio.

Nei dialoghi il simbolismo accompagna la storia con suggestive immagini, descrizioni di statue, tempeste e naufragi – stabilità e movimento – persici nello stagno e animali del mare aperto – costrizione e libertà.

Lo spettacolo sarà ancora in scena sabato 2 e domenica 3 novembre alle 20:00 alla Casa della Partecipazione a Maccarese.

Fotografie di Elisabetta Brunialti.

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