Lazio, si può uscire dal commissariamento della sanità

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Lazio, si può uscire dal commissariamento della sanità

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Non ci sono più le condizioni che nel 2007 determinarono il commissariamento della sanità del Lazio. Il disavanzo è scomparso anzi i conti per la prima volta da sempre, portano il segno positivo e la capacità del sistema di garantire le prestazioni di base (cioè i Lea hanno segnato quota 180, molto distante da quel 160 considerato utile per la sufficienza). Conti a posto sanità abbastanza efficiente. Il  Presidente Nicola Zingaretti può affermare che oggettivamente :”i motivi che hanno portato al commissariamento sono superati, sia dal punto di vista finanziario che da quello dei Lea, ma anche per quanto richiesto da Gentiloni nel 2017, dell’attuazione dei piani operativi. Quindi ora si tratta di costruire una fase nuova e per questo, come facemmo nel 2017, scrivero’ al premier Conte per informarlo che il mandato che mi era stato assegnato e’ stato portato a compimento”. Cosi a conclusione della riunione al Mef del tavolo tecnico di verifica sui conti della sanita’ del Lazio che si è tenuto oggi dalle 14.30.

Si chiude, almeno in parte, una stagione di lacrime e sangue per la sanità del Lazio che è durata ben 12 anni. Il commissariamento infatti fu deciso dal governo ed inizio il 1 marzo 2007. La Regione Lazio allora era considerata uno della Regioni “canaglia” per l’enormità debito e le inefficienze accumulate. L’assessore al Bilancio della Gunta Marazzo , Luigi Nieri , nei mesi precedenti aveva portato alla luce un debito a carico del sistema di ben 10 miliardi. Una enormità accumulata sopratutto negli anni dal 2000 al 2005 con la presidenza di Francesco Storace. In quel periodo  la spesa crebbe a dismisura ed i bilanci della Aziende che certificavano il disastro non venivano approvati.  Si preferi mettere tutto sotto il tappeto sperando in un colpo di fortuna che però non arrivò. Storace venne sconfitto da Marrazzo il quale  su sollecitazione del Ministero della salute e del Mef, avviò una grande operazione di trasparenza che evidenziò il buco miliardario a causa  del quale, da 12 anni, i cittadini del Lazio pagano con le addizionali regionali le tasse più esose d’Italia.

Tutto questo è finalmente finito.  “Noi siamo molto soddisfatti di questo lungo e approfondito tavolo, perche’ ha confermato il venire meno degli elementi strutturali che portarono al commissariamento. C’e’ la conferma di un dato storico per la Regione Lazio, forse dai tempi della riforma del titolo V: quello della scomparsa del disavanzo finanziario. E’ la prima volta nella storia della Regione che c’e’ un attivo di bilancio della sanita’ e una tendenza positiva dei conti che sono sotto il 5 per cento del budget da 5 anni consecutivi, con la notizia rivoluzionaria dell’attivo. Il Tavolo ha  confermato poi il raggiungimento del punteggio Lea di 180, quando si partiva da 140, ma comunque siamo sopra di venti punti del punteggio di appropriatezza nazionale di 160. Infine, il tavolo ha preso atto del processo di ricostruzione del sistema, attraverso la necessita’ ora di attuare i piani operativi 19-21, che noi continueremo con grande determinazione, cosi’ come richiesto dal tavolo”.  Ora la parola passa la consiglio dei Ministri.  “Confidiamo – ha concluso Zingaretti – che si possa aprire una fase importante e storica di riconoscimento della piena autonomia della nostra Regione, pur continuando in un processo di controllo e attuazione dei piani operativi che sono parte del commissariamento” ha aggiunto il governatore. A chi gli chiedeva se l’atto di scrivere a Conte fossero le sue ‘dimissioni’ da commissario, Zingaretti ha risposto: “No, scriviamo al Cdm per sottoporre questi esiti, come avevamo fatto con l’altro governo, perche’ avvii una fase che con questi risultati riteniamo conclusa”.

Luca Benigni

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