Torna la schiuma che uccide il Gramiccia e il Tevere. I video della vergogna

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Torna la schiuma che uccide il Gramiccia e il Tevere. I video della vergogna

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E’ tornato ad essere una schiuma il fosso di Gramiccia. E’ accaduto alle 6.35 dell’11 luglio come documentano i tre video che pubblichiamo. Fiume dalla lunga storia,  affluente del Tevere, dispensatore di vita con i suoi mulini per secoli e secoli, è oggi ridotto a scarico di fogna. E’ questa banale indifferenza al suo destino che sta uccidendo la nostra terra. Il corso d’acqua  segna il confine tra i comuni tra Capena e Fiano Romano nel cui territorio insiste l’area industriale. E’ da lì probabilmente che arriva periodicamente il carico di veleno che lo invade tutto, in particolare nel tratto finale ricco di dislivelli e cascate. Un percorso che amplifica l’effetto del veleno,  facendo crescere il volume della schiuma. Un inquinamento grave che va avanti da anni e che non si riesce a fermare. Che forse non si vuole fermare. Un sospetto legittimo visto che il fenomeno è noto a tutti da almeno un quinquennio. Lo conoscono bene i sindaci di Capena e Fiano Romano che pure hanno denunciato la situazione , ma senza alcuna risultato. L’effetto dello scarico abusivo di sostanze probabilmente tossiche, è stato segnalato e documentato e fotografato nel 2014 , poi nel 2016 e l’ultima volta lo scorso 11 luglio. I tre video mostrano l’entità del danno , la profondità dell’avvelenamento, le cascate dove da ragazzi si facevano bagni e tuffi, ridotte a bagnarole di raccolta della doccia saponata di un arrogante e mostruoso gigante. Denunce circostanziate sono state inoltrate a tutti gli organi competenti ma senza alcun successo. “Spero che questa denuncia serva a qualcosa- spiega Ercole Rizzetto autore dei tre video- è vergognoso che fino ad oggi non si sia riusciti ad individuare i colpevoli”.

Nel 2015 racconta l’assessore all’urbanistica del Comune di Capena Giandomenico Pelliccia :“Abbiamo fatto una denuncia insieme ai consiglieri Elvira Campanale e Giovanni lanuti. Non c’è stata risposta ufficiale, ma  in via informale abbiamo saputo che le forze dell’Ordine avevano individuato il colpevole e comminato una multa salata ad una ditta di saponi.. Ho visto i tre video , domani con il sindaco decideremo il da farsi. E’ evidente che quella multa tanto salata non deve essere stata”. La schiuma e tornata.

Eppure non può essere difficile la soluzione del problema, sempre che  ci sia la volontà di risolverlo. Arpa e i Carabinieri del Noe debbono intervenire e hanno tutti gli strumenti per risolvere il caso che si trascina da troppo tempo. I sindaci debbono pretendere il loro intervento. Il fosso di Gramiccia è un affluente primario del Tevere, e l’inquinamento rischia di toccare, se già non lo ha fatto , le falde acquifere dei pozzi che alimentano molte case di campagna costruite nell’area e quelli utilizzati  per gli allevamenti ovini e bovini della zona. Non si può restare indifferenti. Venire a capo del mistero e dei responsabili è possibile. Il Gramiccia non è il Nilo, basta vederlo su Google maps e basterebbe fare dei prelievi ogni 500 metri, ed attraverso un’analisi chimica dei composti schiumogeni individuare la fonte dell’inquinamento. La traccia per mettere fino a questo scempio che inquina il Gramiccia e il Tevere e le nostre terre è pronta bisogna solo pretendere a gran voce che sia percorsa fino in fondo..

https://www.facebook.com/ercole.rizzetto/videos/758922027874505/

https://www.facebook.com/ercole.rizzetto/videos/758920327874675/

https://www.facebook.com/ercole.rizzetto/videos/758586777908030/

 

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