Rifiuti, se Roma piange a Palermo c’è poco da ridere

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Rifiuti, se Roma piange a Palermo c’è poco da ridere

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Se Roma è ormai all’attenzione dei media internazionali per la situazione dei rifiuti al limite della emergenza sanitaria non è che a Palermo, nonostante rappresenti come abitanti un terzo della Capitale, la situazione sia di molto migliore.

Per questo e con le migliori intenzioni abbiamo chiesto una intervista al sindaco Leoluca Orlando che si è negato probabilmente per non accostare il suo onoratissimo nome a quello di Virginia Raggi che pure resiste impavida ad ogni critica e affronta con sdegno l’ira popolare nonostante l’ordinanza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti e che oggi l’ha di fatto commissariata. 

A ben vedere nella Conca D’Oro la situazione non appare così disperata almeno nel quadrilatero del centro che va da via Dante, lungo corso della Libertà, via Ruggero VII e via Maqueda, per scendere sino a Piazza Giulio Cesare, il Foro Italico e l’area portuale incrociando via Roma.

Ma se si sale da Ballarò verso Monreale o appena fuori dall’area centrale frequentata fittamente dai turisti, la situazione cambia e i rifiuti si accumulano non solo negli angoli ma sui marciapiedi.

E il problema potrebbe peggiorare non solo per il caldo torrido che non è certo una novità per il capoluogo della Regione in questa stagione, ma perché c’è il rischio che la discarica di Bellolampo possa arrivare a saturazione entro la metà di luglio e i rifiuti di Palermo debbano venir portati negli impianti di Lentini, Motta Sant’Anastasia e Siculiana. 

Lo stabilisce un decreto del dipartimento regionale Acque e rifiuti che autorizza per un anno il trasferimento in quella discarica “in via urgente”, di 235mila tonnellate d’immondizia, che prima  devono essere lavorate nell’impianto di Trattamento meccanico biologico di Bellolampo che tuttavia la Rap (omologa di Ama) già oggi non riesce a smaltire. 

Il fatto è che la sesta vasca di quella discarica richiede non meno di un anno di lavori per essere ampliata così il Comune di Palermo e la Rap, stanno studiando anche  lo stoccaggio per circa due mesi del cosiddetto sopravaglio secco in eco-balle presso l’area ex inerti di Bellolampo e in una cava che si trova ad Altofonte.

Però, a differenza di Roma, qui Comune e Regione lavorano d’intesa pur avendo colori politici diversi (sempre che in Sicilia a parte quelli del cielo e il mare abbiano senso), gli attacchi del sindaco Leoluca Orlando a Palazzo d’Orleans e alle strutture regionali sembrano distanti anni luce. 

Ma torniamo a Palermo. Qui da Uditore a Brancaccio, da Bonagia al Villaggio Santa Rosalia, la raccolta dell’immondizia è in tilt con  cassonetti rigurgitanti e con il ritiro della differenziata a  rilento, con turni di raccolta saltati anche in pieno centro storico. 

Per i sindacati ci vorranno almeno una decina di giorni per tornare a un minimo di normalità. Per questo il sindaco Orlando aveva annunciato una task force di duecento vigili urbani in borghese per le strade della città, a caccia degli zozzoni trasgressori. Solo che l’ideona è stata un vero proprio flop  così il sindaco ha silurato sia il comandante della polizia municipale che il suo vice. 

Almeno Leoluca ci ha provato e probabilmente ci ritenterà, qui a Roma invece di vigili in giro per reprimere il fenomeno dei rifiuti e degli ingombranti (dai cessi ai divani) abbandonati in bella vista, nemmeno se ne parla…. troppo caldo per aggirarsi fra i maleodoranti secchioni.

Giuliano Longo

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