Sea Watch, arrestata la capitana. Il suo legale: «Stanca e stressata»

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Sea Watch, arrestata la capitana. Il suo legale: «Stanca e stressata»

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“Si difenderà davanti al giudice, è stanca e stressata come l’avete vista tutti quando e’ scesa dalla nave”. Così l’avvocato di Sea Watch, Leonardo Marino, ha risposto ai giornalisti all’esterno della caserma della Guardia di finanza a Lampedusa, dove la comandante Carola Rackete è rimasta per oltre sette ore.

L’avvocato ha confermato che la donna sarà agli arresti domiciliari a Lampedusa e che l’udienza di convalida dell’arresto si terrà nei prossimi giorni.

Nel periodo trascorso in caserma, secondo l’avvocato, non è stato ricostruito quanto accaduto stanotte: “Le sono stati notificati degli atti, il verbale di sequestro e di arresto e la notifica della sanzione in base al decreto Salvini, niente di più”.

“Mi hanno indagato e contemporaneamente ci hanno fatto sapere che non ci aiuteranno a far sbarcare i naufraghi. Questo vuol dire che stiamo ancora aspettando una soluzione che per ora non arriva. Perciò abbiamo deciso di entrare nel porto, che e’ libero di notte”. E’ quanto spiega Carola Rackete, la comandante della Sea Watch arrestata dalla Guardia di Finanza dopo essere giunta a Lampedusa, in un video postato su twitter dalla ong e registrato poco prima dell’ attracco della nave.
Nel tweet si legge anche un commento del presidente di Sea Watch, Johannes Bayer: “Siamo orgogliosi del nostro capitano – dice -, ha fatto esattamente la cosa giusta. Ha sostenuto la legge del mare e portato le persone in salvo”.

Il fondatore di Emergency, Gino Strada, ha espresso la sua “completa e totale solidarietà alla nave Sea Watch” nel corso dell’iniziativa promossa in un teatro milanese per festeggiare i 25 anni dell’associazione umanitaria.
“La disobbedienza civile è da perseguire di fronte a queste istituzioni che si comportano in modo che non potrei altro che definire fascista – ha detto -. Noi ci impegneremo per cercare di risolvere con la pressione di massa questo problema drammatico, perchè oggi sul banco degli imputati c’è chi vuole aiutare”.

Gino Strada, nel corso di uno degli appuntamento milanesi per festeggiare i 25 anni di Emergency ha aggiunto che “difendere il valore dell’aiuto e non l’indifferenza è la caratteristica fondamentale di una societa’ civile. Emergency c’e’ in questa battaglia e ci sarà”.

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