Fecondazione eterologa con il ticket nel Lazio

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Fecondazione eterologa con il ticket nel Lazio. La Regione, da oggi, si aggiunge ai sistemi sanitari regionali nei quali il servizio pubblico offre questo tipo prestazione. “Una possibilità in più per le coppie con diagnosi di infertilità che stanno cercando di avere figli e vogliono farlo in una struttura del Ssn”, si legge in una nota della Asl Roma 1 che questa mattina ha attivato il servizio alla presenza del governatore Nicola Zingaretti, l’assessore alla Sanità e l’integrazione socio-sanitaria Alessio D’Amato e il direttore della Asl, Angelo Tanese. L’azienda sanitaria, infatti, “è in grado – continua la nota – di garantire con la massima qualità e sicurezza anche un percorso di fecondazione eterologa nei due Centri di procreazione medicalmente assistita presenti nel presidio Sant’Anna e all’ospedale San Filippo Neri. Fino ad oggi i residenti romani che volevano usufruire del servizio di fecondazione eterologa per avere un figlio erano costretti a pagare un centro privato o andare all’estero. Da oggi sarà possibile farlo prenotando una prima visita ginecologica per infertilità attraverso il ReCup regionale”. Questo tipo di trattamento, precisa la Asl, “prevede l’utilizzo di gameti (ovociti e/o spermatozoi) provenienti da donatori esterni alla coppia stessa. La Corte Costituzionale (nel 2014) ha superato infatti il divieto di fecondazione eterologa imposto dalla legge 40 e con il decreto del Commissario ad acta 29 del 2016 la Regione Lazio ne ha fissato le linee guida, permettendo così l’avvio delle procedure di attivazione della fecondazione eterologa con trasparenza e certezze per i cittadini e i medici, e con massimi criteri di sicurezza, nel secco divieto di fare ricorso a pratiche eugenetiche”. Per prenotare la prima visita “basterà chiamare il ReCup regionale con l’impegnativa del medico di medicina generale a nome della partner. Le tariffe, così come previsto nella Regione Lazio dal decreto del Commissario ad acta che recepisce il documento della Conferenza delle Regioni, variano a seconda della tecnica di fecondazione utilizzata. Ricordiamo che l’accesso alle tecniche è consentito alle donne che non abbiano compiuto il 43 esimo anno di età. Tutte le informazioni sul sito www.aslroma1.it”

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