Casamonica, aggressione al bar: ecco il retroscena dell’accaduto

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Casamonica, aggressione al bar: ecco il retroscena dell’accaduto
Roma, piazzale Clodio nel degrado

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Tra i quattro arrestati per l’aggressione aggravata dal metodo mafioso avvenuta nel bar della Romanina c’e’ anche Enrico Di Silvio. Nato a Grottaferrata, 70 anni, invalido, l’uomo e’ zio dei due Di Silvio coinvolti nei fatti del 1 aprile: Alfredo (detto Cristian ndr) e Vincenzo. L’uomo, secondo quanto scrive il Gip Clementina Forlero nell’ordinanza di custodia cautelare, si sarebbe presentato due giorni dopo il raid nell’attivita’ commerciale. Il ‘Roxy bar’ dove Alfredo Di Silvio e Antonio Casamonica avevano aggredito una donna disabile e dove Alfredo e Vincenzo erano tornati per minacciare i gestori del bar, i coniugi Roman. Enrico, “giunto a bordo di una carrozzina elettrica per invalidi,- si legge nell’ordinanza di custodia- dichiarava che avrebbe voluto risarcire i danni fatti dai nipoti che a suo dire erano ‘solo ubriachi’. A tale proposta i coniugi Roman rispondevano che il risarcimento sarebbe stato definito nelle sedi opportune, lasciando intendere che era stata sporta denuncia in merito ai fatti accaduti. A tal punto l’uomo, con fare aggressivo e tono minaccioso urlava: ‘allora volete la guerra’, allontanandosi”.

Sebbene sulla portata dell’espressione il Gip sottolinea che “sarebbe superflua ogni considerazione, va tuttavia evidenziato” come a pronunciarla sia “uno degli ‘anziani’ della ‘famiglia’ noto per essere una persona pericolosa e pluripregiudicata”. A suo “carico risultano sentenze definitive di condanna per sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e carichi pendenti per delitti in materia di stupefacenti”. Parole e minacce che comunque hanno avuto un peso per gli inquirenti di piazzale Clodio che hanno ribadito stamane, subito dopo gli arresti, come il caso non sia stato assolutamente sottovalutato. E come l’ordinanza cautelare, con la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso ai quattro indagati, sia stata eseguita in tempi “non veloci ma fulminei”.

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