Zingaretti lancia “alleanza del fare” per una nuova idea di sinistra

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Zingaretti lancia “alleanza del fare” per una nuova idea di sinistra

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“Non vogliamo dimenticare la complessita’ di questo voto dominato dalla paura e sappiamo che se ci chiudiamo nelle stanze la delusione sara’ immensa. Ora, invece, quel voto deve incontrare un radicamento popolare nei contenuti”. Cosi’ il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenuto all’Ex Dogana di Roma per l’evento “Alleanza del Fare. Governare bene, radicare il cambiamento”, organizzata in previsione delle persone prossime elezioni amministrative del 10 giugno per cercare di ricostruire un’unita’ del centrosinistra, sul modello delle ultime elezioni regionali. “Il fallimento in queste ore di coloro che si sono dichiarati vincitori, sta proprio nel cavalcare la rabbia nazionale. Se qualcuno non risponde alla domanda di futuro la democrazia muore. Noi – ha aggiunto – dobbiamo provare a essere coloro che ascoltano, questa squadra non dimentichera’ mai che il compito della politica e’ scritta nella Costituzione italiana”. Poi, parla della situazione del Pd, della sconfitta e del bisogno di ritrovare quell’unita’ di partito che sembra essersi persa. Quindi, passa ad elencare cio’ che fara’ in questa sua seconda legislatura: “La legge regionale sul diritto allo studio, la conoscenza e le nuove universita’ del Lazio, che fa fare un salto di qualita’ alla nostra regione. Manterremo viva la delega ai piccoli comuni e apriremo uno sportello diretto a tutti i sindaci della regione per facilitare la democrazia e dargli un interlocutore, perche’ si parla con un amministratore”.

“Lanceremo la grande sfida del Lazio delle meraviglie: una nuova piattaforma del camporto dell’economia della bellezza. Sara’ un’azione che in primo luogo servira’ a promuovere il turismo e il bello. Rifinanzieremo dopo 5 anni tutte le nuove forme di partecipazione dei ragazzi del Lazio. Proporremo per entrare nel vivo della grande sfida moderna di nuove infrastrutture materiali del Lazio. Abbiamo lottato come leoni e oggi abbiamo pronti miliardi per nuove infrastrutture: 2,5 miliardi per la cura del ferro, 6 miliardi sulla mobilita’”. Comunque “tutto questo non basta, quello che manca e’ avere il coraggio di metterci in moto come laboratorio, di immaginare un futuro nuovo non legato a subire solo gli eventi” ha ricordato Zingaretti, lanciando messaggi di sinistra come la legge sul salario minimo garantito per chi oggi e’ “schiavo” della Gig Economy. Il governatore non nasconde le difficolta’ alla Pisana “dove ci sono tre minoranze, ma che hanno deciso di andare avanti. Noi dobbiamo radicare il cambiamento, costruire idee non dobbiamo abbandonare le strade, le piazze, le scuole dovremmo stare soprattutto li’ per ricostruire uno spirito, che favorisca di nuovo il prevale del ‘noi’ contro l’ossessione dell”io’, come se qualcuno si possa vantare da solo. Serve una cultura politica che privilegia l’ascolto dell’altro”. Il 10 giugno si tornera’ alle urne in molti comuni del Lazio e non solo: “Stiamo andando a un voto amministrativo con 50 comuni nel solo Lazio: possibile che non importi niente a nessuno, ma dobbiamo tutelare lo spirito di unita’. Non possiamo considerarci i perdenti. Alla maggioranza dei cittadini la deriva dell’immobilismo, dei giochetti tra chi dice che ha vinto, non piace. Sta a noi – ha concluso Zingaretti – offrire un’idea nuova e una nuova proposta”.

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