Il Miracolo arriva su Sky, la serie tv di Niccolò Ammaniti

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Il Miracolo arriva su Sky, la serie tv di Niccolò Ammaniti

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Cosa accadrebbe alle nostre vite se ci trovassimo di fronte a un evento inspiegabile, ad un vero miracolo? L’Italia è sulla soglia del referendum che può portarla fuori dall’Europa. In otto giorni quattro personaggi si trovano a contatto con l’evento più grande della loro esistenza, un evento che avrebbe il potere di cambiare il mondo e che cambierà per sempre le loro vite: una statuetta di plastica della Madonna che piange sangue, ritrovata durante un’operazione di polizia.

Al mistero non c’è risposta, ma la potenza di quell’enigma farà deragliare le vite di tutti quelli che entreranno in contatto con questo evento.

Arriva su Sky IL MIRACOLO, la serie tv di Niccolò Ammaniti, fra gli scrittori italiani più tradotti nel mondo e al suo debutto dietro la macchina da presa. Serie originale Sky prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildside, in co-produzione con Arte France e Kwaï, IL MIRACOLO esordisce su Sky Atlantic HD martedì 8 maggio con i primi due episodi, dalle 21.15 (in simulcast anche su Sky Cinema Uno e disponibile su Sky On Demand). Per la prima volta, una produzione originale Sky sarà disponibile su Sky Q in 4K HDR. Inoltre, per i clienti extra di Sky da più di 3 anni, il primo episodio sarà disponibile in anteprima su Sky On Demand domenica 6 maggio.

Niccolò Ammaniti firma la sceneggiatura della serie con Francesca Manieri, Francesca Marciano e Stefano Bises e la regia con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. La serie, in otto episodi, verrà distribuita nel mondo da FremantleMedia International.

I protagonisti sono Guido Caprino (Fai bei sogni, In Treatment, 1992, 1993), che interpreta il protagonista della serie, il presidente del Consiglio Fabrizio Pietromarchi; Elena Lietti (La pazza gioia, Il rosso e il blu) è la first lady Sole Pietromarchi; Lorenza Indovina (La tregua, Il passato è una terra straniera, Qualunquemente, Prima che la notte), che interpreta una donna dal passato irrisolto, Clelia; Sergio Albelli (Il giovane favoloso, La pazza gioia) è il generale Giacomo Votta, che guiderà le indagini sul ritrovamento, mentre Alba Rohrwacher (La solitudine dei numeri primi, Hungry Hearts, Perfetti Sconosciuti, In Treatment) vestirà i panni di Sandra Roversi, una biologa che analizzerà il caso da un punto di vista scientifico, e Tommaso Ragno (Io e te, 1992, 1993) quelli di Marcello.

LA STORIA

Il giovane presidente del Consiglio Fabrizio Pietromarchi è un politico giusto, un progressista, ateo. È alle prese con il momento più delicato della sua carriera politica e sua moglie, l’esplosiva e indomabile Sole, minaccia di lasciarlo. Padre Marcello, prete di periferia, dopo anni e anni di devota fede e missioni in Africa, è preda di pulsioni incontenibili, il gioco d’azzardo, il sesso, la pornografia distruggono la sua anima. Cerca un segno di Dio per battere il demonio. Il generale Votta è un uomo solitario, custode della sicurezza, nemico di tutto ciò che può turbare l’ordine costituito, è afflitto da una fastidiosa forma di sinusite. L’ematologa Sandra cura da anni una madre ridotta ormai a un vegetale, a lei ha sacrificato ogni aspetto della sua vita, anche il suo amore per Amanda, per ridarle la vita è pronta a tutto. Sono loro i primi a venire a contatto con l’incredibile reperto rinvenuto nel covo del boss Molocco: una statuetta della Madonna che piange senza sosta sangue umano. Loro ad averne la responsabilità.

Una piscina dismessa dell’esercito è il luogo deputato a custodire un mistero che sembra non avere spiegazioni, un mistero che avrebbe il potere di destabilizzare il paese già in equilibrio precario. L’intelletto, la ragione di Stato, la fede o la scienza saranno le vie tentate per rispondere di un fenomeno incomprensibile. Più si cercano risposte, più le domande si moltiplicano. Chiunque di loro si addentrerà nel tentativo di comprendere, gestire o contrastare la Madonna finirà per scendere in un abisso di eventi che modificherà irreversibilmente la sua vita per lasciare intatta la potenza incomprensibile del miracolo.

I PERSONAGGI

FABRIZIO (Guido Caprino). Fabrizio Pietromarchi è il premier italiano, ha una quarantina d’anni e due figli: Alma e Carlo. È a capo di un partito di centro sinistra. Uomo laico e razionale, guida il Paese in un momento politico molto delicato. Mancano poche settimane al referendum per uscire dall’Europa indetto dai suoi avversari politici. Fabrizio si trova a fronteggiare il miracolo della statuetta piangente che metterà in crisi ogni sua certezza. La razionalità, stavolta, non lo aiuta e questo lo destabilizza. Una condizione psicologica che condivide solo con Marcello, un prete di periferia che l’ha aiutato anni prima ad affrontare una delicata situazione familiare.

SOLE (Elena Lietti). Sole Pietromarchi è la moglie di Fabrizio Pietromarchi, il primo ministro italiano, ha una quarantina d’anni e due figli: Alma dieci anni e Carlo cinque. Sole proviene da una ricca famiglia milanese, da giovane ha fatto il pilota di Rally poi si è innamorata di Fabrizio, all’epoca politico emergente di un grande partito di centro sinistra, e si è ritrovata quasi senza volerlo a essere la first lady. Costretta a interpretare una parte che non le piace, accanto a un uomo che forse non ama più, si sente inadeguata anche come madre e si consola con il gin tonic.

GENERALE VOTTA (Sergio Albelli). Il generale Votta è un uomo tutto d’un pezzo. Le sue priorità sono la sicurezza dell’Italia e la protezione dei suoi uomini. Ha una madre anziana che vive in un ospizio e che lui accudisce con dedizione. È un tipo solitario con una naturale tendenza alla depressione. Soffre di una forma cronica di sinusite che combatte con l’aerosol. Votta è un soldato, credente, ma non praticante. È un bravo investigatore e il contatto con la statua sanguinante lo porterà alla ricerca delle origini del miracolo. Nonostante parli poco è un uomo amichevole, alla ricerca di una spiritualità.

SANDRA (Alba Rohrwacher). Sandra è una biologa romana di 37 anni, intelligente e ostinata nel camuffare la sua bellezza. Cocciuta e passionale, ama il suo lavoro e sta rintanata nel laboratorio che divide con un paio di ricercatori. È piena d’idee e per cercare le soluzioni sceglie sempre la via del paradosso. Sempre. Che la faccenda riguardi la scienza o la sua vita. Sandra è omosessuale, ha alle spalle una vita famigliare difficile e un’ex amante, Amanda, di cui è ancora innamorata. Vorrebbe avere un figlio, ma da anni tutte le sue energie sono destinate alla cura della madre, una donna che vive ormai in uno stato catatonico, una copia inerme della donna dura e fredda che ha fatto tanto soffrire la figlia.

MARCELLO (Tommaso Ragno). Marcello è il parroco di una piccola chiesa di periferia, frequentata per lo più da extracomunitari. È quello che per semplificare viene definito un prete controcorrente, alcuni lo chiamano addirittura il “prete anarchico” e per un periodo, quando ha fatto il missionario in Africa, ha goduto di una certa notorietà. È romano, ha 50 anni. Le donne gli hanno sempre voluto bene, in particolare Clelia sua compagna di classe al liceo. Il suo vero grande amore, però, è sempre stato Dio. Conosce Fabrizio Pietromarchi per essere stato vicino al padre del premier durante una lunga malattia. Marcello però ha una doppia vita, è completamente dipendente dal gioco e dalle pulsioni sessuali, ha immotivati scatti d’ira e frequenta gente losca.

CLELIA (Lorenza Indovina). Clelia è una donna sola e eccentrica, puntigliosa al limite dell’insopportabile, si guadagna da vivere traducendo i manuali degli elettrodomestici. Per diletto traduce poesia. È stata la prima e unica fidanzata di Marcello, per qualche mese ai tempi del liceo, e non l’ha mai più dimenticato, tanto da farne un’ossessione. È per questo che partecipa regolarmente alle riunioni di beneficenza che la madre di Marcello tiene a casa sua. Clelia è disposta a fare e sopportare tutto pur di aiutare Marcello, sul quale riversa tutto il suo amore, ma anche la sua frustrazione. Ha un grande segreto che riguarda proprio il sacerdote, ma di cui lui non è a conoscenza.

NOTE DI NICCOLÒ AMMANITI

Ho un solo obbligo quando scrivo una storia, sollecitare i miei lettori a completare con la loro immaginazione quello che tratteggio. Racconto, per esempio, di una casa e ne abbozzo i contorni, i dettagli fondamentali che la distinguono dalle altre, l’oscurità che regna sotto le scale di giorno, l’odore dell’intonaco umido, il muschio sulle tegole di cotto, il rumore dei passi sulle mattonelle sconnesse, o la pittura screpolata sulle persiane.

Di un volto accenno gli occhi che non si fermano mai, lo spazio tra gli incisivi che sbuca da un sorriso. Il resto lo affido alla memoria e alla fantasia di chi legge. La magia della letteratura è in questo scambio, nel buio che lo scrittore regala al lettore perché possa illuminarlo a suo piacere. Il cinema non funziona così. Allo spettatore, seduto sulla sua poltrona, va consegnato tutto il pacchetto. Le luci, i luoghi con gli oggetti che li abitano, i volti incarnati dagli attori, i vestiti, le movenze dei personaggi, addirittura la musica che sottolinea un bacio di addio. L’azione non può essere descritta attraverso uno sguardo, un’inquadratura non è sufficiente, deve essere scomposta, sezionata in decine di sguardi, di punti di vista e movimenti che, ricomposti dal montaggio, formano la scena.

Questa è stata la prima lezione che ho dovuto imparare approcciandomi alla realizzazione de IL MIRACOLO. Sono un uomo fortunato. Ho avuto il valido aiuto di due bravi compagni, i registi Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. Insieme abbiamo tentato, per raccontare questa serie, di prediligere una visione oggettiva, lo sguardo furtivo di uno spettatore invisibile che, per caso, sia finito poco lontano dal centro dell’azione e che cerchi di spiare quello che gli si para davanti, fosse il miracolo di una statuetta della Vergine che lacrima sangue o i giochi perversi di due bambini. Abbiamo semplicemente seguito l’evolversi degli eventi, spesso precipitosi, con un passo un poco più lento delle figure che lo animano.

SCENEGGIATURA

Cosa accadrebbe se un giorno una statuetta di plastica della Madonna piangesse

ininterrottamente sangue umano? Tale da riempire barili. E se questa statuetta viene a sconvolgere la vita di un giovane presidente del Consiglio proprio quando questo sta attraversando i giorni più difficili della sua vita? Manca solo una settimana al voto di un referendum che con molte probabilità lo affonderà e chiuderà la sua carriera politica. La storia si svolge nel corso di questi sette giorni e carambola su una serie di personaggi che orbitano intorno a questo fatto inspiegabile.

La Madonna si presenta come un miracolo, qualcosa cioè che viola le ordinarie leggi dell’universo, ma il suo impatto è lo stesso dell’alieno sbarcato da un’astronave, o della bottiglia di Coca Cola che atterra tra gli aborigeni. Rappresenta l’incomprensibile, l’inaccettabile che ribalta in un colpo solo ciò che fino a un momento prima era la realtà, senza tuttavia produrre un effetto di senso immediato o visibile. Questa Madonna piangente dunque porterà caos, panico o la salvezza? E a chi farà più gioco usarla come pedina nelle sfere del potere? Sarà più opportuno rivelarla o nasconderla? Queste domande concrete hanno guidato le scelte drammaturgiche scaturite dall’idea di Niccolò Ammaniti. Domande che ne sottendevano altre più vaste ed inquietanti. Quale è l’atteggiamento che ognuno di noi assumerebbe davanti a ciò che non è spiegabile? Come ci relazioniamo noi, occidentali, oggi con tutto ciò che eccede la nostra comprensione, ciò che sfugge a ogni spiegazione scientifica? Un caleidoscopio di reazioni. Quale è il limite della fede nella scienza e quale il limite della fede in Dio?

Ogni domanda anziché raggiungere una risposta ne dischiudeva nelle nostre mani un’altra ed un’altra ancora. Così come noi, i personaggi de IL MIRACOLO oscillano, temono, invocano un senso che questo banale miracolo non sembra rivelare. Il senso non è mai un fatto positivo, ma mera ricerca, cammino, percorso fatto di tentativi di comprensione e salti nell’abisso che ognuno dei nostri personaggi ha dovuto attraversare. Poiché il miracolo è un’eccedenza incomprensibile, così la storia è diventata eccedente. Una storia apre una storia che apre un’altra storia. Una serie di rimandi, di scatole cinesi raccontano le tortuose vie di questa affannosa ricerca. Da dove viene questa statuetta? Cosa nasconde il suo pianto? Cosa può fare questo sangue? A chi appartiene? Nessuna risposta, ma una sola certezza.

La piccola statua di plastica prodotta in serie, dunque identica a migliaia di altre, ha un potenziale sovversivo enorme, sia sul piano politico, che su quello religioso e una portata deflagrante sulla psiche di chi verrà con essa a contatto. Per alcuni si aprono crepe, dubbi, cadono le certezze, per altri invece si annunciano rivelazioni, la fede si rafforza per poi crollare di nuovo. Abbiamo scelto di mescolare i toni del realismo con il soprannaturale, del drammatico con il grottesco, perché questo grande racconto possa riflettere tutte le sfumature di un grande affresco che non ha paura di attraversare il mistero, questionare la fede e porsi le domande fatali sulla vita e la morte. Questa storia non poteva che avvenire nella città eterna, una Roma tanto concreta da apparire tuttavia sull’orlo di un’impalpabile apocalisse, città popolata da creature sole e travagliate che lottano alla ricerca del bene, proprio o altrui. Consapevolmente abbiamo voluto scegliere uno stile narrativo che non appartiene ad un genere specifico. Questa è un’altra delle tante sfide del miracolo. Perché forse, come il tema impone, il merito de IL MIRACOLO è proprio quello di non assomigliare a nulla che lo abbia fin qui preceduto.

 

Niccolò Ammaniti, Francesca Manieri, Francesca Marciano

ECCELLENZE TECNICHE

GLI EFFETTI VISIVI

Team Makinarium

L’esperienza su IL MIRACOLO è stata da subito travolgente, sin dalle prime letture della sceneggiatura, all’incontro con Niccolò Ammaniti. Lavorare a un progetto visionario e dal respiro internazionale è stato per noi un piacere e fonte di grande soddisfazione professionale. I primi sforzi si sono concentrati sulla protagonista del racconto, cioè la Madonnina piangente. Un oggetto miracoloso che doveva piangere nove litri di sangue l’ora. Approvato il concept, siamo partiti con la progettazione dell’oggetto, una piccola statua scolpita e replicata in varie tipologie di resina, con all’interno un sistema comandato a distanza per l’emissione del sangue che doveva trasudare dagli occhi. Abbiamo studiato, inoltre, la velocità di scorrimento del sangue, e ogni sua caratteristica fisica. Poi è iniziata la produzione vera e propria: alla fine abbiamo contato più di

quaranta statuine realizzate, fra copie hero, set dressing, “da rottura” …

Contemporaneamente, abbiamo realizzato in totale quasi mille litri di sangue finto scenico, di tipologie differenziate per fluidità, colore e trasparenza, eseguite ad hoc scena per scena. Per la serie abbiamo eseguito – inoltre – tra questi, il personaggio fantastico di Vottapane, concepito da noi sulla base delle suggestioni visive descritte da Niccolò Ammaniti: una versione trasfigurata del personaggio di Votta in chiave “uomo di pane”. Si tratta di uno special make up direttamente applicato sul nostro attore, ideato ed eseguito su calco dal vero e ricostruzione 3d da scansione dello stesso. Le protesi erano tratte da diverse tipologie di pane e panini, secondo uno schema logico di associazione fra tipi di pane e anatomia umana. E alcune di queste parti potevano anche essere mangiate…

I COSTUMI

Cristiana Ricceri, Costumista

Dopo aver letto la sceneggiatura de IL MIRACOLO, ho preparato delle tavole per ogni personaggio seguendo le attente descrizioni già presenti in ciascuna sceneggiatura. È stato solo il primo passo verso un lavoro di esplorazione delle caratteristiche più intime di ciascun personaggio: chi erano veramente quegli uomini, quelle donne e quei bambini? L’obiettivo era caratterizzare il ruolo dei personaggi tramite scelte di colore precise e forme dettagliate, che – in un primo momento – fanno da “casa” al personaggio rassicurando lo spettatore. Con lo sviluppo della storia i personaggi sveleranno la loro natura e ci si accorgerà che il costume altro non è che una maschera legata alla loro funzione. Ho cercato di rendere questo concetto attraverso piccoli dettagli che vanno dalla monocromaticità degli abiti formali di Fabrizio, che con il grigio e le sue tonalità evidenziano una fragilità inaspettata dell’uomo pubblico, alle forme asettiche e ai colori eterei di Olga, che nascondono in realtà una forza e una passione represse, per passare all’abito impalpabile ma coloratissimo di Sole, che evidenzia invece il suo desiderio di vita e di amore. Cosi come l’evidente e ostinata frugalità che si percepisce negli abiti di Sandra sembrano quasi difenderla dai duri eventi che fanno parte del suo quotidiano. A chiudere la complessità dei personaggi de IL MIRACOLO c’è Clelia con i suoi abiti colorati e retrò, che mimetizzano le reali intenzioni del personaggio, l’incosciente sensualità e l’animo candido ma determinato della donna. C’è stata infine la precisa volontà di lasciare che i costumi non fossero invadenti, ma che accompagnassero in maniera discreta questa storia complessa e ricca di mistero, spiritualità e umanità che ci coinvolge nostro malgrado.

LE MUSICHE

Roberto Corsi, Consulente musicale, DJ e discografico

Le musiche originali del messicano Murcof, il pop italiano da Jimmy Fontana ad Umberto Tozzi, ma anche il canto armonico: la colonna sonora de IL MIRACOLO compie il prodigio di tenere insieme il suono che arriva da ogni parte del pianeta. E, non per caso, la sigla della serie è proprio il Mondo di Jimmy Fontana (1965), una delle canzoni più belle della discografia italiana, manifesto dei tormenti e delle paure di quell’Italia, di cui Murcof ha creato una versione speciale. Il suono inconfondibile di Murcof, musicista che spazia tra minimalismo e musica elettronica, attraversa ogni puntata, le sue influenze si fondano sulla musica classica moderna, la musica concreta, l’ambient e la drone music. Altro elemento fondante nella narrazione musicale de IL MIRACOLO è il canto armonico (overtone singing), una forma di preghiera cantata di origine tuvana e mongola che usa la voce per stabilire un contatto con le entità spirituali acquisendo la loro forza attraverso l’imitazione dei suoni della natura. A curare la composizione e la direzione del coro è stato chiamato Roberto Laneri, musicista polivalente che vanta un’esperienza internazionale in questo campo dagli anni ’70 (Progetto Prima Materia). Dentro IL MIRACOLO si ritrova tutta la sterminata passione di Niccolò Ammaniti per la musica, amata quanto la scrittura: Vivaldi, Tchaikovsky o Bon Iver, Gregory Porter, la musica Indie, la musica dance o la world music.

IL MIRACOLO, dall’8 maggio in esclusiva su Sky Atlantic HD dalle 21.15. Disponibile su Sky On Demand e, su Sky Q, anche in 4K HDR

Per i clienti extra di Sky da più di 3 anni, il primo episodio sarà disponibile in anteprima su Sky On Demand domenica 6 maggio.

CREW

Una serie creata da            Niccolò Ammaniti

Scritta da                         Niccolò Ammaniti
Francesca Marciano
Francesca Manieri
Stefano Bises

Regia di                           Niccolò Ammaniti
Francesco Munzi
Lucio Pellegrini

Aiuto regia                         Alberto Mangiante

Fotografia                         Daria D’Antonio

Montaggio                                         Clelio Benvenuto

Scenografia                                 Giada Calabria

Costumi                                                Cristiana Ricceri

Fonico                               Gilberto Martinelli

Musiche originali di                Murcof

Casting di                          Dario Ceruti

Produttori esecutivi               Olivia Sleiter
Erik Paoletti

CAST ARTISTICO

Fabrizio Pietromarchi                                                       Guido Caprino

Sole Pietromarchi                                                           Elena Lietti

Generale Votta                                                               Sergio Albelli

Sandra                                                                          Alba Rohrwacher

Marcello                                                                       Tommaso Ragno

Clelia                                                                            Lorenza Indovina

Olga                                                                             Irena Goloubeva

Marisa                                                                            Pia Lanciotti

Salvo                                                                             Alessio Praticò

PER SKY ITALIA

Direttore Produzioni Originali                                       Nils Hartmann

Responsabile Produzioni Scripted                                Sonia Rovai

Delegato di produzione                                                    Claudio Falconi

Coordinamento comunicazione        Maria Stella Ziggiotti
Martina Ceramicola

Art director                       Gianluca Rendina

Coordinamento post produzione      Martina Zombi

Foto di scena                      Philippe Antonello
Stefano Montesi

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