A Frascati il centro Europeo per la fusione nucleare

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A Frascati il centro Europeo per la fusione nucleare
comune di frascati

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Frascati ce l’ha fatta. È notizia di ieri che la cittadina dei Castelli che già ospita il centro per l’Energia Atomica (ENEA) è stata scelta fra le 9 realtà che si erano candidate per ospitare il progetto DTT sulla fusione nucleare. 

Si tratta di uno degli impianti tecno-scientifici più importanti a livello mondiale nel campo della fusione nucleare, il processo opposto rispetto alla fissione nucleare e destinato a produrre energia rinnovabile sicura e che potrà sostituire i combustibili fossili.

La Regione Lazio partecipa al progetto con un investimento di 25 milioni più altri 34 per i costi legati agli oneri urbanistici e al potenziamento della rete elettrica su un investimento complessivo di oltre oltre 500 milioni e un ritorno stimato di 2 miliardi. 

«Portiamo a casa una vittoria importantissima per il Lazio che si attesta sempre più come Regione leader nel campo della conoscenza e di un modello di sviluppo basato sulla ricerca e sui saperi» ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e Assessore Formazione, Università e Ricerca

I lavori per il Divertor Tokamak Test facility (DTT) verranno avviati a novembre e verranno conclusi entro sette anni coinvolgendo 1500 persone di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto. 

Nel dettaglio i finanziamenti oltre agli investimenti della Regione Lazio sono così suddivisi:  Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione, 60 milioni di euro per conto della Commissione europea, il ministero dell’università e della ricerca (MIUR) 40 milioni, il Ministero dell’Economia (MISE) 40 milioni impegnati a partire dal 2019, la Repubblica Popolare Cinese 30 milioni.  E ancora 25 milioni della Regione Lazio, l’ENEA e i partner 50 milioni cui si aggiunge un prestito della Banca Europea (BEI) da 250 milioni di euro. 

«Un merito particolare – ha aggiunto Smeriglio – va alla Direzione regionale alla ricerca, università e formazione, che ha lavorato in modo indefesso a tale obiettivo, e all’ex assessore allo sviluppo economico, Guido Fabiani, con cui abbiamo condiviso questa sfida d’eccellenza fin da subito».

Cinquequotidiano

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