Cerveteri, un bilancio dei numeri fissi, improvvisazioni e ombre

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Cerveteri, un bilancio dei numeri fissi, improvvisazioni e ombre

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Il Consiglio comunale ha votato ed approvato il bilancio. Durante le fasi delle votazioni, ovviamente, ma anche comprensibilmente, sono stati militarmente rispettati gli ‘ordini di scuderia’ impartiti ai consiglieri di maggioranza. Nessun dubbio, nessuna obbiezione, nessun ripensamento, nessun passo fuori dai ranghi, pena forse una brutale defenestrazione, hanno minimamente colto le truppe del sindaco, in merito ad un bilancio ferocemente criticato invece da tutta l’opposizione. Molto più interessante, di contro, è stata l’osservazione delle mosse sullo scacchiere del resto dell’emiciclo. Tra gli astenuti solo due civici: il prof. Accardo e Mancini, consigliere appena subentrato e comunque di area dem. Non meravigliano più di tanto queste posizioni: chi più, chi meno, chi palesemente e a viso aperto in campagna elettorale, chi, ad elezioni avvenute, e con un metodo che ricorda la ‘prudenza’ del ‘doroteismo democristiano’ dei tempi che furono, tutti coloro che si sono allontanati dalla casa del PD, si sono incamminati verso lo stesso ‘faro’. Prima di entrare nel merito dei no al bilancio, è ancora più ‘avvincente’ soffermarsi su una serie di segnali, che potrebbero costituire una trama univoca, in vista di elezioni che si dovranno tenere fra quattro lunghi anni, ma a cui inconfessabilmente molti già si preparano, temendo di trovarsi in quel gioco di società in cui le sedie sono in numero inferiore ai partecipanti, e dove, al termine brusco della musica, tutti dovranno correre e sgomitare per sedersi, visto che certamente qualcuno dovrà rimanere in piedi. Ed ecco che, in alcuni ranghi della minoranza, sia a destra che a sinistra, traspaiono indulgenza e tolleranza nei confronti della nutrita schiera degli opportunisti che, senza pensarci due volte, e senza troppi ‘tormenti ideali’, hanno mollato i partiti di riferimento, correndo a gambe levate verso il carro vincente del sindaco, e che forse quel carro abbandonerebbero pure, se non ci fosse tutta quella colla ad inchiodare i loro sacri lombi su poltrone ed incarichi ricevuti da Pascucci. Ed ecco che strizzate d’occhio ed ammiccamenti tra le ‘case madri’ ed i ‘figlioli prodighi’ si moltiplicano, nell’errato calcolo che i pacchetti di voti ‘in libertà’, come diceva Andreotti a proposito dei consensi sfuggiti alla DC, tornino a casa. Ma se c’è una vera e duratura innovazione per cui dovrà essere ricordato Pascucci nel novero della politica locale, è proprio la neutralizzazione definitiva dei pacchetti di voti di poche centinaia, con cui una casta vecchia ed irrimediabilmente provinciale ha tenuto in scacco il paese, per decenni. Piaccia o non piaccia, in anni di attività politica, Pascucci ha introdotto a Cerveteri il concetto di voto di opinione, fondato sulle capacità del candidato di raggiungere migliaia di cittadini, e quindi elettori, a tutti sconosciuti, nuovi residenti, persone lontane da clan e camarille, per loro stessa natura chiuse e con raggio d’azione limitato. Mentre c’è ancora chi ragiona in termini di centinaia di voti, ha già la bava alla bocca pensando di mettere le mani sui consensi ‘di ritorno’, ed è disposto a ‘perdonare’ qualunque cosa, migliaia e migliaia di cittadini, lungi dal sentirsi pacchetti di voti, quotidianamente si formano un’opinione, e quando sarà il momento di elezioni, mentre qualcuno sarà intento all’inutile conta e scambio delle figurine, sul solco del ‘metodo Pascucci’, un signor x, oppure una signora y, avranno un progetto politico completo, dal loro punto di vista affidabile, sapranno comunicarlo ai cittadini, sapranno convincerli ed avranno gioco facile per la vittoria. Chi non è in grado di imparare dalla storia è destinato a riviverla. Ed ora entriamo nel merito della bagarre sulla partita doppia comunale, presentata dall’assessore al Bilancio Giuseppe Zito. Per il centrosinistra che ha votato contro, il capogruppo del Pd Juri Marini dichiara: “Il bilancio rappresenta lo strumento principe dell’azione amministrativa della maggioranza, per cui il voto contrario di chi sta all’opposizione è un atto politico dovuto. In questo caso però, nel voto contrario del Partito democratico, ci sono diversi motivi sostanziali in più. Quando ci si trova in condizioni difficili e si ragiona in termini di “coperta corta”, infatti, lo spostamento su un capitolo piuttosto che un altro delle poche risorse disponibili rappresenta una scelta dalla fortissima connotazione politica. E purtroppo, anche questa volta, dobbiamo constatare che le scelte dell’Amministrazione hanno penalizzato i servizi sociali. Il capitolo sull’assistenza ai diversamente abili e agli invalidi, ad esempio, ha subito un taglio addirittura del 50%. Scelte che abbiamo duramente contestato in aula. Ma non solo: la stessa maggioranza ha recuperato con proprio emendamento ulteriori 120 mila euro tagliando risorse in eccesso un po’ qua e un po’ là. Ebbene, invece di andare a colmare i buchi sul sociale, hanno nuovamente scelto di spostarli altrove. Poi però quando qualche famigliare, di quelli che non sanno che farsene delle chiacchiere e che ogni giorno devono fare i conti con condizioni di reale disagio, sbotta e si sfoga su Facebook denunciando l’insufficienza dei servizi, allora sono tutti bravissimi e prontissimi a mettere il like. Magari anche la lacrimuccia. Invece delle lacrime di coccodrillo, servirebbero più coerenza e più coraggio. E ci vorrebbe anche più competenza e attenzione, perché non sarebbe impossibile risparmiare qualcosa e rendere quella coperta meno corta. Pensiamo alla gestione degli appalti ad esempio: certi servizi continuano a funzionare male senza che nessuno abbia mai preso in considerazione l’applicazione delle dovute penali o addirittura lo scioglimento del contratto. Pensiamo anche ad operazioni di dubbia legittimità, come il riconoscimento a posteriori dei debiti verso un’associazione sportiva, per lavori non richiesti e mai autorizzati dal Comune. Per non parlare di quanto costa al Comune il mantenimento della Società partecipata o di altre storture tipo le rette per i cani randagi che paghiamo ad un canile di Bracciano. Si tratta di ben 75 mila euro all’anno. Una cifra esorbitante. Con gli stessi soldi ci si potrebbe pagare l’affitto ad almeno dieci famiglie indigenti. Proprio per questo avevamo proposto un emendamento per la costruzione di un canile comunale con partenariato pubblico-privato che avrebbe consentito notevoli risparmi nel medio lungo periodo. Purtroppo però è strato bocciato. Come del resto tutti gli emendamenti della minoranza. E non perché fra i consiglieri della maggioranza non ci fosse chi, almeno su alcuni di quegli emendamenti, avrebbe voluto votare a favore. Ma perché gli ordini sono ordini e guai a trasgredire. Poi però non se la prendano se qualcuno li chiama “soldatini”. L’impressione che continuano a dare è quella di una maggioranza costretta in una camicia di forza, che continua a tagliare sul sociale (forse per accontentare qualche neo-assessore) e che boccia proposte utili per la città. Senza mai nessuno che si alzi per testimoniare il purché minimo disappunto. Questo è il Pascucci-bis. E il bilancio di giovedì scorso ne è stata l’ennesima dimostrazione.” Di seguito la nota firmata dai consiglieri di minoranza De Angelis e Orsomando che insieme dichiarano: “Il 29 marzo scorso abbiamo assistito all’ennesimo teatrino di un’amministrazione comunale che dovrebbe soltanto vergognarsi per una messa in scena neppure tanto ben architettata da chi ha sete di potere. Una messa in scena, quella della presentazione del Bilancio di previsione, con tanto di figuranti che scelgono Barabba invece di Gesù Cristo. Un bilancio di previsione “dei sogni” e di ciò che non si potrà fare che ha probabilmente poco da prevedere ma molto da nascondere presentato, forse ripetendo un copione a memoria, dall’Assessore Zito, con atteggiamenti isterici da prima donna e scatti di particolare ira conditi con offese gratuite. A fare da cornice una Giunta espressione di una maggioranza “silenziosa” di cui non si conosce voce e che non esprime una propria opinione politica individuale ma che con le sue alzate di mano, degne delle migliori figure di “nuoto sincronizzato”. Oramai è chiaro che questa amministrazione non è assolutamente interessata a discutere di proposte e programmi, ma ha l’unico obiettivo di relegare il Consiglio al ruolo di mero passacarte. Sono perfino mancati i classici toni “caldi” dei “botta e risposta” tra consiglieri e amministrazione comunale.

A livello politico, come per altri consiglieri, l’intento del consigliere De Angelis è stato quello di far venire alla luce, tramite una discussione in aula, le responsabilità della maggioranza circa le scelte e le misure contenute ma anche su quelle non previste nel Dup e nel Bilancio contestando, documenti alla mano, l’inserimento di cifre di finanziamenti ancora non ottenuti, come quello regionale inerente non il lungomare ma la “strada” dei Navigatori Etruschi e contestando alcuni emendamenti della maggioranza incentrati, guarda caso, proprio sul medesimo finanziamento”. Il consigliere Aldo De Angelis riprende singolarmente ribadendo: “Un bilancio da bocciare senza appello. Alcune voci essenziali sono praticamente a zero (artigianato, commercio, cimiteriali, etc.). Sono stati inseriti costi che potevano essere evitati come i 27.000 euro anno per una figura di controllo nel settore rifiuti (ci domandiamo allora l’Assessore all’Ambiente cosa fa?) oppure un aumento di cifre per probabili e, probabilmente, inutili sostituzioni dei sistemi di informatizzazione (che ad oggi sono funzionanti) con 105.000 euro anno oppure ancora il particolare inserimento del finanziamento regionale per la pseudo Strada-Lungomare dei Navigatori Etruschi che, ad oggi risulta ancora in fase di ammissione (abbiamo una risposta regionale del dipartimento competente proprio del 27 marzo), ma che il nuovo tecnico comunale dichiara regolarmente già preso.  Per il sociale avevamo addirittura presentato un emendamento per spostare cifre proprio dai sistemi di informatizzazione a favore del servizio di Assistenza Educativa Culturale (AEC) per il diritto allo studio per bambini e adolescenti diversamente abili ma, purtroppo, sono stati dati tutti pareri negativi per un problema di cifre.  Non parliamo poi dell’ aumento della maggior parte dei costi come i fitti passivi e quant’altro. La questione rifiuti, poi, è incredibile ed emblematica. Avevano annunciato risparmi mirabolanti invece aumentano i balzelli a carico dei cittadini galleggiando con poche decine di migliaia di euro, che forse entrano e forse no, come non abbiamo apprezzato il “correre ai ripari” utilizzando un puerile escamotage per cercare di risolvere il “papocchio” della gara strisce blu (parcheggi a pagamento) dove si è avuta notizia dell’ assenza di un verbale Audit e di una probabilità volontà di affidamento del servizio verso la multiservizi”. Riprende e chiosa Salvatore Orsomando dichiarando: “Approvato un libro sei sogni. Non sono stato presente per impegni familiari ma ho ascoltato tutto il Consiglio via radio o meglio ho ascoltato tutte le precisazioni, osservazioni e critiche mosse dall’opposizione perché, sinceramente, delle voci dei consiglieri di maggioranza non vi è stata traccia. E’ un bilancio vuoto fatto semplicemente di cifre tecniche, che la dicono lunga sull’operatività e la lungimiranza di questa Amministrazione. Cerveteri è una città alla quale sono state prosciugate energie vitali, in cui non un solo progetto intelligente è stato portato a termine. Lustri di “negazionismo ambientale” e di “negazionismo economico-finanziario” hanno portato ai risultati che vediamo con gravissime responsabilità politiche di questa classe dirigente. Questa manovra previsionale chiarisce inequivocabilmente che si potrà spendere solo ciò che è strettamente previsto dalla legge: ciò significa ancora meno investimenti in progettualità di crescita e sviluppo e sempre maggior degrado urbano e crisi economica. Questo Bilancio è un Libro dei Sogni che rispecchia pari, pari i contenuti del programma del Sindaco che non condivido. E’ una maggioranza priva di personalità politica propria fornita di paraocchi. Qualunque proposta viene respinta senza il minimo confronto. È scandaloso il modo in cui questa amministrazione non prenda in considerazione altri punti di vista. Guardando, poi, tra le pieghe di questo pseudo bilancio ci accorgiamo che non c’è un progetto futuro, in particolare sullo sviluppo occupazionale e sull’artigianato alcune voci sono praticamente a zero o con cifre a dir poco irrisorie. Si stanziano 150.000 euro per attrezzature ludiche senza specificare di cosa si parla e soprattutto dove si intende posizionarle dimostrando senso di programmazione nullo non parliamo, poi, dei servizi cimiteriali e di altri servizi. Ho notato, invece, che non mancano però le “previsioni” di spesa per alcune voci e contributi festaioli oramai “di serie” che avrebbero potuto essere evitati a favore di altre esigenze primarie. Insomma un Bilancio di previsione che prevede tutto e l’opposto di tutto  rispecchiando le qualità negative dell’amministrazione Pascuccì”-

 

 

 

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