Ancora rinviata l’approvazione dello “storico” regolamento degli impianti sportivi

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Ancora rinviata l’approvazione dello “storico” regolamento degli impianti sportivi

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Angelo Diario il 22 febbraio aveva scritto sul suo profilo facebook un post molto impegnativo: “Domani (cioè giovedì 22 febbraio) Roma Capitale avrà un nuovo regolamento per gli impianti sportivi” invitando tutti i cittadini romani ad intervenire in Campidoglio annunciando la “storia della regolamentazione dell’impiantistica sportiva comunale – un lungo viaggio iniziato da affidamento diretti, regolarizzazioni, proroghe e concessioni provvisorie durate mezzo secolo”.

In effetti di gente non ce n’era molta, ma tutti attenti e competenti e, almeno ad un primo sguardo, non molto d’accordo con la maggioranza M5S.

L’argomento era importante visto che gli impianti comunali sono ben 165 frequentati da almeno duecentomila romani ma, come in altre occasioni, l’Assessore allo sport, Daniele Frongia, che dovrebbe essere quello “competente” in materia si è fatto notare  per la sua assenza e solo dopo le insistenze delle opposizioni è arrivato in aula, ma si è ben guardato dall’intervenire restando  seduto sui banchi della Giunta indifferente o, forse, disinteressato.

Contrariamente alla conferenza stampa di martedì scorso quando Frongia e Diario avevano illustrato le novità del nuovo regolamento che avrebbe potuto essere approvato quello stesso pomeriggio e solo per un eccesso di democrazia avevano acconsentito a rinviarlo a giovedì.

Ma ieri sera, nonostante gli annunci, il nuovo regolamento, dato di certa approvazione, non è stato approvato.

Doveva essere un’occasione “storica” per la città ma è stata solo un disastro per il M5S e per Angelo Diario, presidente Cinque Stelle della Commissione Sport sul sul quale Frongia ha fatto ricadere tutto il peso della delibera.

Tanto convinto della approvazione della sua proposta (che era passata in commissione solo con i voti dei Cinque Stelle) che l’aveva fatta mettere all’ordine del giorno senza preoccuparsi di ottenere il parere degli Uffici (obbligatorio per legge) che, tra l’incredulità generale, glielo hanno fatto arrivare addirittura mentre era in corso il Consiglio.

Un documento di 20 pagine con il parere favorevole su alcune questioni terminologiche e parere negativo sulle questioni essenziali tipo la classificazione degli impianti. il metodo di calcolo del canone, la durata della concessione, le norme transitorie.

Il giudizio degli ufici è lapidario: “La Direzione sport esprime parere negativo”.

Nell’aula Giulio Cesare a questo punto è andata in onda una vera e propria sceneggiata: sospensioni dei lavori e discussioni su altri provvedimenti non all’ordine del giorno fatti solo per guadagnare tempo e trovare il modo di rispondere a un parere pesante come un macigno.

Orlando Corsetti del PD ha manifestato contro questa perdita di tempo, nel frattempo eravamo arrivati alle otto e mezza di sera, indossando una sgargiante parrucca rossa e un naso dello stesso colore: inevitabile l’espulsione dall’aula (la performance è stata comunque molto applaudita …).

Dopo una votazione nella quale è mancato il numero legale ad Angelo Diario non è restato altro che rassegnarsi ad un rinvio della discussione.

Il suo intervento (durato un minuto…) è stato una fotocopia di quelle fatto nella conferenza stampa di qualche giorno prima: siamo pronti ad emendare la proposta recependo le osservazioni degli uffici ma, siccome siamo democratici, vogliamo dare il tempo alle opposizioni di studiare i nostri emendamenti.

Tutto qui: la città si deve rassegnare ad aspettare (quanto, visto che la prossima seduta del Consiglio non è stata calendarizzata) prima di avere un nuovo regolamento per gli impianti sportivi, magari con una discussione un po’ meno frettolosa e fatta sull’onda della scadenza elettorale.

Resta il dubbio che quelle assenze nelle fila grilline possano essere il segnale di qualcosa di più profondo.

Una domanda alla Sindaca: l’interesse Suo e della Giunta per lo sport è limitato alla partecipazione alle conferenze stampa e a qualche taglio di nastro? una discussione in Giunta prima di arrivare in aula non servirebbe ad evitare il ripetersi di brutte figure?

Balthazar

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