I gestori degli impianti sportivi contestano il nuovo regolamento targato 5stelle

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I gestori degli impianti sportivi contestano il nuovo regolamento targato 5stelle

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Si è svolta sabato presso la Città dell’Altra Economia a Testaccio l’assemblea sul nuovo regolamento degli Impianti Sportivi Comunali organizzata dal Co.Gi.Sco. (Consorzio  Gestori Impianti Sportivi Comunali), Ge.Si.S e Codacons.

Un regolamento che è stato bocciato dalle associazioni poiché a fronte degli approfondimenti degli organizzatori, nel corso della affollatissima presenza, le risposte della politica sono state per lo più insufficienti e superficiali.

Si discuteva nel merito della bozza del nuovo Regolamento Impianti Sportivi presentata dal Consigliere Comunale Angelo Diario dopo diciotto mesi di confronti e tavoli più o meno condivisi con gli operatori del settore. 

CoGisco e Gesis si erano prese l’impegno in un’assemblea pubblica già una decina di giorni prima di presentare degli emendamenti e questi emendamenti sono stati illustrati dalle due associazioni dei gestori degli impianti.

Il Cogisco  ha “smontato” molti dei pregiudizi che sono alla base della valutazione negativa sul “valore” dell’esperienza dello sport pubblico romano che ha profondamente influenzato la stesura del nuovo regolamento presentando un dettagliato e documento. 

“Qualcuno ha affermato che si sono ottenute proroghe a fronte della costruzione di un bagnetto” ha detto Tafuro del Cogisco “e che molti soldi del deficit capitolino sono da addebitare ai concessionari degli impianti. È falso! – ha proseguito – perché a fronte di 125.000.000 euro di investimenti sugli impianti (dei quali solo 68.000.000 garantiti dal Comune) ce ne sono 15.000.000 di sofferenze per mutui non pagati, mentre  sulla morositá dei canoni vi è stato un errore di valutazione da parte dell’Assessore Frongia”.

Gesis insieme a Codacons ha prima brevemente presentato i suoi emendamenti e poi ha dato spazio a un tecnico della Limonta, azienda del settore dell’impiantistica sportiva, per chiarimenti sul Codice degli Appalti.

La parola è poi passata ai politici presenti con degli interventi prima dell’intervento finale del Consigliere Diario, anticipato da  Riccardo Viola, Presidente Coni Regionale che ha sottolineato la sua presenza come unica voce del CONI contrariamente a chi aveva parlato nella precedente assemblea precisando che “il Coni ha presentato 15 emendamenti sulla bozza di novembre e ora è in attesa di confrontarsi su questo”.

Il consigliere Stefano Fassina ha evidenziato quanto sia importante il servizio pubblico che viene erogato e che il vero valore dell’impiantistica sportiva pubblica che non può essere usata per far cassa.

A seguire gli interventi degli altri consiglieri. Svetlana Celli ha affrontato analiticamente i vari emendamenti evidenziando che gli impianti sportivi comunali “non sono i punti verdi qualità o i furbetti del quartierino” dimostrando, ancora una volta, come i pregiudizi portino a generalizzare e a non differenziare.

Orlando Corsetti ha ammesso candidamente di “aver finalmente capito” la sostanza del Codice degli Appalti che impatta sul tema delle concessioni. 

Fabrizio Ghera ha denunciato come oggi la politica si faccia influenzare dai dirigenti comunali che a loro volta sono incapaci di avere un rapporto costruttivo con gli operatori, mentre Davide Bordoni ha dato la disponibilità di Forza Italia a collaborare.

L’Ultimo atteso intervento è stato quello di Angelo Diario che ha cercato di mettere in risalto il “nuovo metodo partecipativo” che ha portato alla stesura del regolamento. “Tutti insieme per il bene dei cittadini” ma ha ribadito il suo dissenso rispetto alla maggior parte degli emendamenti presentati, dando tuttavia l’impressione  di non avere una approfondita conoscenza delle leggi di riferimento. 

Cosa accadrà ora? La confusione regna sovrana. Tra i vari concessionari la battuta in voga è “ho le chiavi da restituire”, ma molti sono sul piede di guerra stanno pensando di aprire un contenzioso. Questo è quanto che può accadere quando la politica  fa da solo da passacarte degli uffici amministrativi che non sempre hanno chiare le situazioni.

Andrea Ciabocco

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