Nuovo regolamento per gli impianti sportivi, le associazioni continuano a chiedere trasparenza

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Davvero affollata l’assemblea che ieri sera ha discusso la proposta di Angelo Diario, consigliere 5 Stelle, di un nuovo regolamento per gli impianti sportivi.
L’importanza della riunione è stata confermata dalla presenza dell’Assessore Daniele Frongia che tuttavia non ha preso la parola.

Gli interventi (era obbligatorio essersi prenotati) hanno tutti sottolineato la particolarità dell’esperienza romana degli ultimi trent’anni che ha visto protagoniste le associazioni sportive che con risorse proprie hanno consentito di far fare sport a migliaia di persone occupandosi anche di situazioni socialmente difficili e a tariffe imposte dal Comune (un intervento ha riferito che le basse tariffe degli impianti pubblici hanno costretto anche gli impianti privati ad abbassare le loro).

Molto applaudito l’intervento di Silvio Di Francia, che si è definito politico di lungo corso ed ora Presidente del Comitato Lazio della Federazione Judo e Karate, che ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme sulle condizioni dello sport di base che rischia di sparire schiacciato dallo sport commerciale ed ha rivendicato con orgoglio il ruolo dello sport anche agonistico per la crescita delle persone di tutte le età.

Un aspetto che è affrontato in più interventi è stato quello del riconoscimento dei lavori effettuati da alcuni (si direbbe non pochi) concessionari fidando sulla norma regolamentare che prevedeva un prolungamento della concessione in misura proporzionale all’investimento effettuato.

Questa norma regolamentare ha permesso di mantenere in efficienza, rinnovare e riqualificare gli impianti sportivi comunali senza alcun impegno per le finanze pubbliche perché interamente finanziate dai concessionari.
A detta di alcuni degli intervenuti questo riconoscimento è ora ritenuto illegittimo nonostante gli atti e i provvedimenti adottati dagli uffici e sui quali i concessionari avevano fatto affidamento.

Su questo aspetto è intervenuto il CODACONS che ha spiegato nel dettaglio i motivi per i quali le istanze di prolungamento dovrebbero esser accolte.
Anche il rappresentante di una associazione Sportiva del XV Municipio ha chiesto in modo appassionato un chiarimento su quale fosse l’orientamento dell’attuale maggioranza ma non ha ottenuto risposte né da Angelo Diario né da Daniele Frongia.
Le due associazioni che riuniscono la maggioranza dei concessionari (GESIS e COGISCO) hanno sottolineato e ricordato i risultati positivi raggiunti dal sistema romano dove unico in tutta Italia, il Comune ricava denari dai concessionari mentre in giro per l’Italia sono i comuni a sovvenzionare gli impianti sportivi.

Massimo Tafuro, gestore di una piscina a Cinecittà oltre che portavoce del COGISCO, ha ricordato che nel 1985 la sua società prese la gestione della piscina perché nessuna società la voleva in quanto c’era l’obbligo di applicare le tariffe comunali e l’impianto appena costruito stava andando in malora.

La sua società ha investito su quell’impianto (di proprietà pubblica, ha sottolineato con enfasi) oltre due milioni di euro di risorse proprie e ogni giorno è frequentato da centinaia di persone che hanno servizi di qualità sempre a tariffe imposte dal Comune.
Anche Cosimo D’Ambrosio, presidente di una società sportiva che vanta tra le sue fila nuotatori di livello mondiale, ha raccontato la sua esperienza in giro per l’Italia dove la totalità dei Comuni sono alla prese con la necessità di aumentare i contributi ai gestori degli impianti sportivi altro che incassare gli affitti

Si è fatta sentire anche la voce di non addetti ai lavori: hanno presa la parola il Presidente del Comitato di Quartiere Ferratella che ha ricordato l’importanza dell’impianto sportivo là esistente per la qualità della vita dell’intero quartiere ed Anna Maria Bianchi, dell’associazione Carte in Regola che ha chiesto all’amministrazione totale trasparenza sulle concessioni e un controllo effettivo sull’applicazione delle tariffe stabilite dall’amministrazione.

Unica voce discordante è stata quella di Fabrizio Tropiano (che, presentandosi, ha elencato una lunga serie di cariche ricoperte, tra le quali quella di componente della Giunta CONI Lazio) il quale tra le contestazioni della sala ha affermato che il modello romano di sport degli ultimi 30 anni è stata fallimentare ed ha prodotto 2 miliardi di deficit per il Comune.
Il regolamento in discussione, quindi, affronta l’importante tema degli impianti sportivi in maniera chiara e con regole certe che devono essere apprezzate e sembrano esser in grado di mettere ordine nel settore.

Alle proteste della sala ha citato l’esperienza dei Punti Verdi Qualità e vani sono stati i richiami anche rumorosi della sala sulla differenza tra Punti Verdi Qualità ed impianti sportivi.

Ma quello che ha attirato l’attenzione dei presenti è stato il suo riferimento ad una trattativa tra il CONI e il Comune per arrivare ad una norma che consenta il riconoscimento dei lavori fatti dai concessionari nel passato.

L’unico consigliere comunale intervenuto è stato Orlando Corsetti del PD che pur non sottraendosi a critiche rispetto all’operato di maggioranze che vedevano coinvolto il suo partito, ha difeso l’esperienza e l’architettura romana che, a suo dire, ha dato risultati importanti ed invitato a tentare di raccogliere le proposte di modifica (in particolare quelle che GESI, COGISCO e CODACONS illustreranno in un incontro annunciato per il 27 gennaio) in un testo da far arrivare in aula anche in tempi molto brevi.

Angelo Diario (sempre davanti a un Frongia in silenzio e con la giacca infilata) si è dichiarato disponibile a ricevere emendamenti da parte di tutti e ad attendere questa scadenza purché questo non significhi un rinvio senza limiti perché la maggioranza ritiene decisivo l’approvazione di un nuovo regolamento per gli impianti sportivi capitolini.

Balthazar

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