Elezioni Lazio, per Berlusconi sulla candidatura «siamo ancora distanti da una decisione definitiva»

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Elezioni Lazio, per Berlusconi sulla candidatura «siamo ancora distanti da una decisione definitiva»
Silvio Berlusconi

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Il mattino ha l’oro in bocca, o meglio rende più loquaci i politici soprattutto nelle interviste radiofoniche che spaziano sui vari temi. Tanto che ormai la radio è divenuto il mezzo principe della comunicazione politica last minute. 

Ne è un esempio  Silvio Berlusconi, ospite di Radio Capital che mette un freno all’ipotesi della candidatura del senatore Maurizio Gasparri alla presidenza del Lazio. «Sui giornali – dice il Cavaliere – si è andato troppo avanti: penso che Gasparri possa essere un ottimo candidato per la regione Lazio con la sua esperienza politica e la sua esperienza di cittadino del Lazio, ma siamo ancora distanti da una decisione definitiva». Una affermazione non di poco conto soprattutto di fronte alla comunicazione diffusa sui vari media che dà ormai per scontata l’investitura di Gasparri.

Di qui a dire che vengono spalancate le porte a Sergio Pirozzi ce ne corre, ma è evidente che le candidature “condivise” proclamate nell’incontro di domenica ad Arcore fra Berlusconi, Salvini e Giorgia Meloni, per il Lazio non funzionano ancora. 

Con l’aggravante che il colpo basso che Maroni ha tirato al suo leader con l’improvviso ritiro dalla competizione lombarda qualche problema lo sta creando anche in Padania visto che la scelta dell’ex sindaco leghista di Varese Attilio Fontana sembra rimettere la palla al centro alimentando le speranze di successo del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. 

Tornando al Lazio è noto che il problema di Gasparri si chiama Sergio Pirozzi  che correndo da solo, come fa da mesi, potrebbe far perdere la coalizione di centro destra anche solo con una modesta affermazione in termini percentuali

Ragion di più per il senatore forzista di richiedere un paracadute con la sua contestuale ri-canidatura alle Camere in caso di sconfitta. Che secondo Berlusconi, e non ha tutti i torti, suonerebbe un po’ male nei confronti di una opinione pubblica che già vede nei politici una categoria di paraculi opportunisti.

D’altra parte il sindaco di Amatrice è deciso ad andare avanti da solo senza compromessi, come afferma ancora stamattina nella sua intervista al Messaggero. 

Chi invece deve aver perso qualche battuta sulle intenzioni reali di Berlusconi è il capogruppo di Forza Italia Sergio Romani che sul Corriere della Sera vede ‘facile’ la soluzione per il Lazio. 

Gli accordi, ricorda Romani erano che «si presentasse un uomo espressione della destra in Sicilia, Musumeci che ha vinto con il contributo determinante delle forze moderate, che si sostenesse la ricandidatura di Maroni e poi che si scegliesse chi far correre nel Lazio, in Friuli e in Molise». Gli viene chiesto se toccherà a Gasparri. «Nel vertice di domenica – risponde il senatore forzista – si è fatto un grosso passo avanti in questa direzione, e ne sono contento perché Maurizio è un politico di spicco e un amico. Siamo sulla buona strada».

Che a voler fare i sottili fra il “siamo sulla buona strada” di Romani e il  “siamo ancora distanti da una decisione definitiva” di Berlusconi, qualche differenza c’è.

Giuliano Longo

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