Un altro autista Atac aggredito: è polemica

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Un altro autista Atac aggredito: è polemica

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Micaela Quintavalle, autista e pasionaria del sindacato Cambiamenti M410, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, si legge in una nota, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. “In merito all’aggressione di domenica a un dipendente Atac su un autobus a Ostia. Un conto è fare il poliziotto e il vigile del fuoco dove uno che rischia quotidianamente, ma essere arrivati al punto di fare l’autoferrotranviere e avere il terrore di non tornare a casa, o avere famiglie terrorizzate perché magari ritorniamo a casa feriti, sta diventando veramente impossibile anche solo da verbalizzare -ha affermato Quintavalle-. Né i lavoratori né i passeggeri sono sicuri. Qui dovrebbero intervenire la giunta comunale, i dirigenti dell’Atac, i sindacati che sono completamente silenti da questo punto di vista. Quando un assessore alla mobilità, parlando della passeggera colpita da un sasso a Primavalle, dice che si è trattato di una bravata fatta da ragazzi minorenni, si istiga la cittadinanza a prendersela con chi è in front-line e questa cosa assolutamente deve essere fermata”. “Non c’è stato assolutamente alcun passo in avanti in questi anni -ha spiegato Quintavalle-. Improta ci disse di aspettare perché avrebbero comprato nuovi bus con le cabine chiuse, ma noi abbiamo solo circa 200 mezzi con la cabina separata su un parco vetture di 2000 autobus. Quelli del Comune hanno sempre le risposte pronte, la verità è che gli autisti dei bus sono assolutamente soggetti a questi attacchi: dai vituperi verbali perché il servizio è scadente, agli attacchi fisici. Se ci fosse un servizio più adeguato, ci sarebbe un altro modo di vivere il trasporto pubblico e chi lo fa. Se oggi alcuni giornali scrivono che a Natale e Capodanno gli autisti saranno in congedo parentale, vengono attaccati anche gli ultimi diritti che ci sono rimasti, così non arriveremo mai a tutelare la salute psicofisica degli autoferrotramvieri”. Sul concordato preventivo. “Il concordato è uno strumento neutro che serve a risanare un’azienda -ha affermato Quintavalle-. A nostro giudizio è schizofrenico chi ha manifestato in Campidoglio dicendo: io non ho concordato, e poi ha messo la sua firma su un piano industriale che non risana l’azienda. Ho massima fiducia nel concordato con continuità, perché le alternative sono il fallimento o una ricapitalizzazione che con la giunta 5 stelle non avverrà mai. La delusione grandissima è che questo concordato non viene utilizzato per salvare davvero l’azienda, ma strumentalizzato per aprire le braccia al privato”.

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