Nuova macrostruttura capitolina: le associazioni chiedono nomine con criteri trasparenti e l’adesione di Roma alla Carta di Avviso Pubblico

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Nuova macrostruttura capitolina: le associazioni chiedono nomine con criteri trasparenti e l’adesione di Roma alla Carta di Avviso Pubblico

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Dopo gli “infortuni” dell’anno passato, quando si era avviata una riorganizzazione del sistema capitolino sotto la regia dell’allora capo dipartimento del personale Raffaele Marra, poi arrestato per corruzione e le cui vicende giudiziarie sono ancora in corso, nei prossimi giorni sarà varato il nuovo assetto della macrostruttura e un nuovo Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi di Roma Capitale approvati da una Delibera della  Giunta Raggi nell’ottobre scorso.

Il nuovo schema organizzativo comporta una maggiore concentrazione di poteri nelle mani del Direttore Generale e dei suoi nuovi quattro vicedirettori, ciascuno responsabile di una delle nuove aree tematiche: “la Direzione Decentramento, la Direzione Pianificazione, Controllo strategico, di Gestione e di Qualità”.

Per questo, ancora una volta, le associazioni Carteinregola, CILD (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica), Cittadinanzattiva Lazio Onlus, OPA (Osservatorio Pubblica Amministrazione), Open Polis, hanno scritto alla Sindaca, all’Assessora alla trasparenza Marzano, alla Giunta, al Presidente e ai Consiglieri dell’Assemblea Capitolina, chiedendo l’adesione di Roma Capitale alla Carta di Avviso Pubblico Codice Etico per la Buona Politica, realizzata da un’associazione che raggruppa molti enti locali italiani (compresa Roma Capitale), che richiede ai sottoscrittori impegni assai più stringenti di quanto previsto dalla legge rispetto alla trasparenza, ai conflitti d’interesse e ai comportamenti di politici e funzionari apicali. Ironia della sorte, la Carta era stata già presentata in Aula Giulio Cesare il 3 dicembre 2014, mentre nel palazzo scattavano le prime perquisizioni dell’indagine “Mondo di mezzo“. Ma da allora, nonostante le ripetute sollecitazioni, è rimasta in un cassetto.

Le associazioni chiedono quindi che le nomine che saranno effettuate all’interno del nuovo assetto amministrativo rispondano a criteri di trasparenza, rendendo noti i curricula e i criteri di valutazione, che – date  le premesse politiche dell’attuale maggioranza – auspicano che  valorizzino soprattutto la competenza, l’esperienza e anche  la discontinuità rispetto ai ruoli di responsabilità occupati in precedenti amministrazioni.

E le associazioni segnalano anche i rischi di una semplificazione burocratica che preveda “poteri di avocazione” da parte dei vertici capitolini: se appare necessario in molti casi uno snellimento della burocrazia comunale, spesso (ne è un esempio lo sciagurato regime commissariale dell’Emergenza Traffico), la necessità di accelerazione delle procedure  può andare a  detrimento delle indispensabili cautele e tutele poste a presidio del bene collettivo.

È quindi più che mai necessario che l’Amministrazione si impegni nella direzione della massima trasparenza su ogni aspetto delle attività istituzionali e amministrative, e introduca regole stringenti, che “indicano concretamente come un amministratore pubblico può declinare nella propria attività quotidiana, attraverso una serie di impegni, regole e vincoli, i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione”. E ancora più necessario che la Sindaca inserisca uno spazio nel sito istituzionale dove siano spiegate  ai  cittadini tutte le novità introdotte, i criteri adottati per la scelta dei candidati, e le informazioni sui nominati.

Anna Maria Bianchi

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