Arresti per corruzione, terremoto politico ad Anzio

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Arresti per corruzione, terremoto politico ad Anzio

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di quattro pubblici ufficiali del Comune di Anzio, accusati di corruzione per l’assegnazione di appalti per l’acquisto di beni o per la fornitura di servizi affidati dall’Ufficio Ambiente del predetto ente locale. Gli arresti costituiscono l’epilogo di una complessa attività di indagine, convenzionalmente denominata “Operazione Evergreen”, durata oltre due anni e coordinata dalla procura della Repubblica di Velletri, condotta dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Nettuno, che ha consentito di scoprire un vero e proprio sodalizio criminale composto prevalentemente da pubblici ufficiali. Gli indagati riuscivano a ricavare profitto anche dagli acquisti di beni aventi un importo inferiore alla soglia comunitaria, stabilita in 40mila euro, i quali devono avvenire attraverso il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA), un mercato digitale in cui le amministrazioni abilitate possono acquistare i beni e servizi offerti da fornitori autorizzati a presentare i propri cataloghi sul sistema, nato proprio per garantire una maggiore trasparenza delle attività svolte dagli enti pubblici. Infatti, avevano creato appositamente un ingegnoso sistema che gli permetteva di eseguire acquisti da imprenditori compiacenti e ricevere tangenti simulate e veicolate attraverso i canali bancari.

Peraltro, accertata l’imminente realizzazione di successive e più ingenti procedure di acquisto, il Tribunale di Velletri, nel ritenere sussistente il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex Assessore, del Consigliere Comunale, del Dirigente e del Funzionario coinvolti. Il Giudice delle Indagini Preliminari ha, infatti, rilevato che dalle investigazioni svolte “emerge una consolidata professionalità in materia di manipolazione delle gare d’appalto attraverso la collusione di imprenditori privati”.Sono indagati anche gli imprenditori titolari delle imprese fornitrici dell’arredo urbano ed i due responsabili commerciali delle ditte.

Nel corso delle investigazioni è emersa una ulteriore ipotesi di corruzione inerente alla gestione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti urbani di Anzio. È emerso infatti che l’ex Assessore alle Politiche Ambientali, con la collaborazione del Dirigente dell’Area Operativa Ambiente e Sanità, avrebbe favorito, in più occasioni, la società GESAM srl di Ardea (RM) che, di contro, garantiva il ritorno di una consistente parte di quanto erogato dal Comune di Anzio, per oltre 850mila euro, attraverso il rifornimento del carburante dei mezzi impiegati nella raccolta, sulla base di un contratto di esclusiva, presso il distributore di proprietà del politico, nonostante fosse più lontano di altri ed offrisse prezzi meno vantaggiosi.Secondo la Procura di Velletri, infatti, è stata scientemente determinata la proroga dell’appalto dal luglio 2013 al febbraio 2015, nonché l’assegnazione di servizi aggiuntivi in evidente sproporzione rispetto all’altra azienda in ATI, al fine di garantire il massimo degli introiti all’ex Assessore mediante il rifornimento dei mezzi.Inoltre, allo stesso fraudolento scopo, hanno proceduto nel febbraio 2015 all’assegnazione definitiva del nuovo appalto del servizio di raccolta differenziata, attribuendo all’offerta tecnica della società un punteggio quasi doppio rispetto a quello attribuito agli altri concorrenti. Per questi ultimi fatti il Giudice per le Indagini Preliminari non ha accolto la richiesta di emissione di misure cautelari formulata dal Pubblico ministero.Sono in corso numerose perquisizioni volte a verificare la sussistenza di ulteriori reati, in ordine a vicende emerse nel corso delle indagini, attraverso l’intercettazione ambientale di riunioni riservate, le quali portano a ritenere possibile la sussistenza di accordi illeciti anche con esponenti della criminalità locale, in passato indagati per reati di criminalità organizzata.

“Sono basito e sconcertato per quanto sta accadendo, confido nel lavoro delle Istituzioni preposte ed auspico che, quanto prima, venga fatta definitivamente chiarezza rispetto ad una vicenda che, all’interno del Comune, ci ha lasciato sgomenti”, lo comunica il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento alle indagini presso l’Ufficio Ambiente del Comune di Anzio.

“Come tutti sanno sono garantista per natura, non posso che augurarmi che le persone coinvolte possano dimostrare la loro innocenza”, afferma Bruschini.

“Gli arresti di questa mattina dell’ex Assessore all’Ambiente, di un Consigliere comunale, di un dirigente e di un funzionario del Comune di Anzio confermano le perplessità sulla legalità che andiamo esprimendo da anni. Con tutte le garanzie possibili per gli indagati e il rispetto per il lavoro della magistratura, è evidente che il responsabile politico di questa situazione, che vede il Comune coinvolto nell’ennesima indagine, non può che essere il sindaco, Luciano Bruschini. Con un gesto di dignità, dovrebbe prendere atto del baratro in cui ha fatto precipitare la città e rassegnare le dimissioni”. Lo dichiara, in una nota, Rocco Maugliani, Segretario del Pd della Provincia di Roma.

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