Formula 1, episodi surreali in pista. Clamorosi quelli accaduti a Taki Inoue

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Lo scontro tra Sebastian Vettel e Lance Stroll nel giro d’onore del Gran Premio della Malesia ha suscitato, oltre alle classiche polemiche sportive, una discreta dose d’ilarità sui social. Del resto, si tratta di una “papera” in piena regola, qualcosa che sfugge all’immaginario collettivo dei tifosi. Eppure, la Formula 1 non è nuova a episodi surreali, apparentemente senza una ragione, causati da errori umani o da disgraziati eventi.

Ne sa sicuramente qualcosa Taki Inoue, vittima di ben due vicende assurde, nel 1995, che gli costarono molto caro, ma che gli garantirono anche memoria imperitura, tanto da farlo diventare una sorta di star tra gli appassionati di automobilismo e in Giappone, sua terra natia. La prima di esse avvenne a Monaco, quando durante le prove libere del sabato fu vittima della rottura di un freno che lo costrinse a parcheggiare la sua Footwork.

Arrivata la gru, il nipponico volle essere trasportato direttamente ai box all’interno dell’abitacolo della sua monoposto, e la richiesta fu accolta. In quel momento, però, la Safety Car, che stava passando in quel tratto di pista, urtò, incredibilmente, la vettura al traino, e il povero pilota, che non aveva allacciato le cinture di sicurezza, fu sbalzato fuori da essa. Sebbene avesse riportato una lieve commozione cerebrale, Inoue fu dichiarato dai medici idoneo a prendere parte alla gara il giorno dopo.

Il secondo episodio surreale in cui il giapponese fu coinvolto accadde, invece, in Ungheria, dove fu costretto al ritiro per un guasto al motore. Uscito dall’auto, si accorse che questa stava prendendo fuoco, e corse a prendere un estintore per aiutare i commissari di pista a spegnere l’incendio. E lì accadde il dramma: la Medical Car, che stava passando in quel medesimo istante proprio sulla via di fuga, per fortuna a bassa velocità, investì Inoue, il quale, dopo essere rimasto un attimo in piedi, crollò a terra. Lo spiacevole incidente non ebbe gravi conseguenze, e il malcapitato se la cavò soltanto con lievi ferite.

Vicende tragicomiche sono capitate pure a campioni del calibro di Michael Schumacher, vittima di una collisione in regime di Safety Car con Juan Pablo Montoya al Gran Premio di Monaco 2004 (che lo costrinse al ritiro), e di Kimi Raikkonen in Canada nel 2008, centrato in corsia box da Lewis Hamilton mentre era fermo ad attendere lo spegnimento del semaforo rosso.

Il “pasticcio” tra Vettel e Stroll è, quindi, solo l’ultimo di una lunga serie in questo sport. È inutile immaginare complotti ai danni della Ferrari: la Formula 1 è anche questo.

Simone Pacifici

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