Cerveteri, terremoto a piazza Risorgimento

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di Alberto Sava

Una nuova tegola è caduta sul sindaco Pascucci: il segretario comunale, dottoressa Cogliano, si sarebbe dimessa. Come vedremo più in avanti, il massimo dirigente amministrativo non avrebbe lasciato il suo posto per raggiunti limiti d’età, come si affanneranno a spiegare le versioni ufficiali del palazzo, ma per motivi profondamente diversi, e per certi aspetti molto gravi.

L’abbandono della dottoressa Cogliano, in realtà, rappresenta solo l’ultimo degli eventi nefasti, che periodicamente hanno riguardato l’amministrazione ed il sindaco, mirabile estensore di edulcorati comunicati stampa, mediante i quali una serie di eccellenti porte sbattute sono diventate dolorosi ma ineluttabili abbandoni, resi necessari da sfolgoranti carriere in attesa di essere intraprese, ovviamente fuori dai confini comunali, molto fuori.

E’ vero anche che le versioni ufficiali fornite non sono mai state smentite, ma, poiché a pensar male si fa peccato, ma ci si avvicina sempre alla realtà, ciò conferma il fatto che Pascucci ha sempre gestito con pugno di ferro e guanto di velluto gli eventi della sua sindacatura, rendendo salutare il silenzio, ed ha sempre fatto quadrato intorno a quanti della struttura comunale hanno sposato la sua linea.

Esaurita la premessa, ricordiamo che la prima profonda crepa nell’organizzazione Pascucci si aprì nel bel mezzo del suo primo mandato, con l’uscita di scena dell’amministratore della Multiservizi, il dottor Gazzella, nonché del direttore generale della municipalizzata De Angelis, ex segretario comunale a Cerveteri. Fu in quell’occasione che iniziò il balletto delle versioni ufficiali, e di quelle sussurrate. Nel caso delle dimissioni di Gazzella, molti ricorderanno la distanza siderale tra il comunicato di palazzo, che grondava dolore per doversi separare da un manager tanto bravo da aver ricevuto l’offerta di un non meglio specificato incarico professionale di immenso prestigio, l’occasione della vita che si presenta una sola volta e che si deve seguire senza guardare indietro verso Cerveteri, e la versione, neanche troppo sussurrata, che narrava invece di una defezione forzata, causata da richieste di interventi ed azioni da parte dell’amministrazione, giudicate irricevibili dallo stesso Gazzella. Veniamo ad oggi.

A proposito delle dimissioni delle dottoressa Cogliano, abbiamo interpellato il sindaco. Ecco la sua versione: “Un Sindaco – afferma Pascucci – entro centoventi giorni dalla sua proclamazione, può decidere o meno di rendere vacante il posto di Segretario generale del comune. Nel caso in questione, questa posizione è a bando nazionale da circa quarantott’ore, quindi la sede di Cerveteri e vacante. Tecnicamente -continua Pascuci- non si tratta di dimissioni. Succede che la dottoressa Cogliano andrà in pensione alle metà della consiliatura, ed io preferirei avere un segretario generale che possa condividere da subito l’intero mandato e non doverlo cambiare lungo il percorso, a mandato abbondantemente inoltrato.

Ora il posto di Cerveteri è a bando, e poiché Cerveteri si trova in una collocazione di fascia alta, mi riservo di leggere i curricula che arriveranno. Desidero ringraziare – conclude Pascucci – la dottoressa Cogliano per gli anni di lavoro che abbiamo condiviso insieme, e le auguro un ancor migliore futuro professionale”. Ben diverso è il tono della affermazioni della dottoressa Luisa Cogliano, a cui abbiamo chiesto come prima cosa quando andrà in pensione, e perché il posto di Segretario generale del comune è a bando. Ecco la sua dichiarazione: “Non mi è stato rinnovato il mandato nei centoventi giorni dall’insediamento del sindaco, come è prerogativa del primo cittadino. Premesso che andrò in pensione tra quattro anni e sette mesi, lascio il comune di Cerveteri perché la professionalità del segretario generale è a garanzia delle legittimità. Nel comune di Cerveteri non ci sono più le condizioni per esercitare serenamente questo ruolo, in quanto emergono quotidianamente diversità interpretative dell’ordinamento giuridico. Infine, sottolineo che l’organizzazione della macchina amministrativa non è più incardinata nell’impianto originario della legittimità, per questa diversità di interpretazione delle norme. Queste, in estrema sintesi, le vere ragioni alla base della decisione della imminente conclusione del mio rapporto con il comune di Cerveteri”.

Non serve lanciarsi in speculazioni dietrologiche, per rendersi conto che le dichiarazioni del sindaco assomigliano ad una gigantesca arrampicata sugli specchi. Se il problema del sindaco fosse realmente l’avere a suo fianco un Segretario generale che lo ‘accompagni’ fino alla fine nella ‘marcia trionfale’ del suo secondo mandato, la dottoressa Cogliano sarebbe perfetta, visto che, giorno più, giorno meno, la sua pensione coinciderebbe esattamente con il termine del mandato stesso. Una versione goffa, quella ufficiale, sconfessata dalla dottoressa Cogliano, che lascia la guida dalla macchina amministrativa di Cerveteri perché impossibilitata ad esercitare il suo ruolo di garante delle legittimità: un concetto gravissimo. Smentita quindi la versione ufficiale, ora è legittimo chiedersi quali potrebbero essere le vere ragioni che hanno spinto Pascucci a non rinnovare il mandato alla dottoressa Cogliano. Inoltre sarà estremamente interessante conoscere il nome del nuovo Segretario ed il suo curriculum. Sullo sfondo di quanto accade a Cerveteri, come del resto in molti comuni della provincia romana, sembra difficile escludere l’orizzonte del voto regionale.

Oggi Consiglio comunale

In coincidenza di questi fatti la cronaca registra il Consiglio comunale. Ed a proposito di legittimità e qualifiche, a Cerveteri è previsto un Consiglio comunale con un corposo ordine del giorno, tra cui le modifiche allo statuto della Multiservizi, indicate dal Governo. Legato a questo punto, un emendamento della maggioranza che mira a aprire ad una platea molto più ampia l’accesso al vertice della municipalizzata. Fino ad oggi, per ricoprire l’incarico di Direttore Generale della Multiservizi di Cerveteri occorre avere titoli specifici per la guida manageriale della partecipata, ed essere in possesso di esperienze quinquennali, se acquisite in aziende pubbliche, e decennali se acquisite in aziende private. Con l’emendamento all’ordine del giorno, qualunque diploma di laurea, vecchio o nuovo ordinamento che sia, costituisce titolo di accesso ad un bando ad hoc. In parole povere, fino ad oggi, per ricoprire tale ruolo a vicolo Sollazzi bisogna possedere il diploma di laurea in Giurisprudenza o altri titoli specifici, qualora dovesse essere approvato l’emendamento in agenda oggi, a firma di Angelo Galli, anche un esperto di storia del teatro, con tutto il rispetto per questo indirizzo della facoltà di lettere, potrebbe partecipare e vincere un bando per diventare amministratore delegato della Multiservizi di Cerveteri. Cosa significa questo emendamento che, ‘liberalizzando’ i titoli di laurea, nei fatti ridimensiona drasticamente la qualificazione professionale dei futuri manager della Multiservizi Caerite?

 

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