A Roma la notte bianca degli impianti sportivi, tra malumori e perplessità

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A Roma la notte bianca degli impianti sportivi, tra malumori e perplessità

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Il Presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, sembra tenere molto alla Notte bianca degli impianti sportivi da lui ideata e sostanzialmente gestita mentre Daniele Frongia, cioè l’Assessore allo Sport, è impegnato in cose “da grande” tipo Palazzetto dello sport, Stadio Flaminio, stadio Paolo Rosi.

L’idea è semplice e nemmeno molto nuova: aprire gli impianti sportivi in un orario inconsueto per far conoscere tutte le attività che quotidianamente vi si svolgono e così promuovere la pratica motoria e sportiva da parte di tutti i cittadini.

Angelo Diario dapprima l’ha proposta per la fine di luglio ma davanti all’accoglienza quanto meno tiepida dei concessionari che hanno sollevato una serie di obiezioni e perplessità (data, modalità organizzative, costi, assicurazione), ha deciso di spostare la manifestazione a settembre fissando la data del 9 settembre.

La macchina burocratica si è messa in moto e la Giunta ha approvato una delibera (la n. 154 del 14 luglio) per istituire formalmente la Notte Bianca degli impianti sportivi

La delibera non prevede alcuna spesa a carico del bilancio neppure sui capitoli della comunicazione.

Angelo Diario in un post (l’unico mezzo di comunicazione conosciuto dal M5S) pubblicato il 2 agosto scrive di un accoglienza entusiasta dell’iniziativa da parte dei concessionari e di adesioni pervenute a decine anche se nell’elenco che segue ne sono indicati solo 12 (su 162 impianti di proprietà comunale.

Ma non tutti sono così entusiasti: il COGISCO, organizzazione che raccoglie una quarantina di impianti ha organizzato per quella data e per quelle ore un’assemblea pubblica presso l’Impianto Comunale di Via G. Mendozza, a Mostacciano per raccontare lo stato di sofferenza degli impianti sportivi comunali.

L’impianto non è stata scelto caso: è un impianto che per i ritardi e le inefficienza degli Uffici del Comune (certo non solo di adesso) è ormai costretto ad un’attività estremamente ridotta, al limite della sopravvivenza.

Siamo arrivati a questa decisione per niente facile  – spiega Massimo Tafuro, presidente del COGISCO – di fronte allo stato di incertezza cui sono costretti i concessionari degli impianti sportivi cui arrivano richieste di aumento del canone del 1.000% e annunci di impossibilità di riconoscere gli investimenti effettuati ai fini dell’allungamento della durata delle concessioni.

Il rapporto con l’Amministrazione Capitolina, da una iniziale apertura e disponibilità, è diventato ormai di rottura con il rischio di un contenzioso giudiziario di notevole portata e di una paralisi dell’attività.

Chi investirà sulla manutenzione degli impianti senza avere la certezza che tali investimenti portino ad un prolungamento della concessione?

Temiamo l’avvicinarsi di un periodo di grande decadenza del patrimonio pubblico altrochè promuoverlo!

Ci viene messo sempre avanti un fantomatico (perchè mai messo su carta) parere negativo degli “uffici” 

Ma la politica dove sta?”

Dalle notizie di queste ore sembra che le adesioni non siano più di dieci.

Staremo a vedere…

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