Migranti, Gabrielli non ci sta: «Che fine hanno fatto i soldi per le occupazioni?». Domani la protesta

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Migranti, Gabrielli non ci sta: «Che fine hanno fatto i soldi per le occupazioni?». Domani la protesta

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Il prefetto, Paola Basilone fa quadrato attorno alla polizia. Finita nel mirino non tanto per l’uso degli idranti. Che sarebbero stati impiegati per scongiurare l’esplosione delle bombole lanciate dal Palazzo dove erano ancora asserragliati alcuni gruppi di migranti.

 

Ma una frase pronunciata a quanto pare da un dirigente, (su un braccio da spezzare, eventualmente, ai migranti che avessero messo mano alle bombole) la cui identificazione e’ in corso. Una frase su cui torna l’ex prefetto di Roma Franco Gabrielli, ora capo della Polizia. Che a Repubblica dice che si fara’ chiarezza e che non verranno fatti sconti. “Ma ritengo altrettanto grave che l’idrante e le frasi improvvide pronunciate durate la carica diventino una foglia di fico” dice ricordando che gia’ due anni fa era stata stabilita’ una road map per trovare soluzioni alle occupazioni abusive. “Era previsto da un delibera un impegno di spesa di oltre 130 milioni per implementare quelle soluzioni alle occupazioni abusive. Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto quel lavoro, e se e come sono stati impegnati quei fondi?”. Ma a finire nel mirino delle polemiche e’ soprattutto il ministro dell’Interno Marco Minniti di cui ieri Giuseppe Civati ha chiesto addirittura le dimissioni.

 

LA DIFESA DELLA PREFETTURA

 

“Si e’ trattato di un’operazione di cleaning, di riportare l’ordine a piazza Indipendenza, di ristabilire le regole. Altrimenti mi chiedo, quale sarebbe il mio compito?”. Il prefetto di Roma, Paola Basilone, spiega cosi’ in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, l’intervento per lo sgombero “perfettamente riuscito” del palazzo di via Curtatone. Adesso pero’ “il Comune deve fare la sua parte e, insieme agli altri soggetti, assistere i rifugiati come e’ stato deciso e ci e’ stato assicurato proprio dal Campidoglio”. Basilone difende l’operato della Polizia: “fino a prova contraria gli aggrediti sono stati i poliziotti” e a provocare gli incidenti c’erano anche “soggetti infiltrati. Non erano certo rifugiati”. Anche l’uso dell’idrante per la Prefetta e’ stato fatto “per evitare che le bombole di butano lanciate dal decimo piano dagli occupanti si incendiassero e scoppiassero”. Per quanto riguarda infine la frase shock del poliziotto sullo ‘spezzare le braccia’ ai manifestanti, “individuarlo e prendere i dovuti provvedimenti non e’ certo compito mio, ma della Questura”. C’e’ comunque il problema di “ripristinare” la legalita’ “senza calpestare i diritti umani. – conclude Basilone – Essre un rifugiato non autorizza a commettere reati”.

 

DOMANI LA PROTESTA

“Quando alle persone non restano che i propri corpi per affermare il diritto a vivere in modo dignitoso e questi corpi vengono colpiti e violentati impunemente vuol dire che abbiamo toccato il fondo. Nella vergognosa vicenda di piazza Indipendenza tutte le istituzioni hanno svolto la loro parte: dal cinismo prefettizio alla violenza gratuita della questura fino a l’insipienza immobile del Comune e ai fondi dell’emergenza abitativa inutilizzati dalla Regione. Un concerto di attori apparentemente scoordinati ma convergenti nel negare i diritti più elementari”. Così in una nota Guido Lutrario USB Fed. Roma e Angelo Fascetti ASIA-USB. “L’unico diritto che le nostre istituzioni sono preoccupate di tutelare – prosegue la nota – è quello del rientro in possesso dell’immobile al suo legittimo proprietario: gli altri diritti vengono comunque dopo o per meglio dire non contano. Non conta il diritto all’accoglienza per i rifugiati, quello alla casa per chi non ha i mezzi per procurarsi un tetto, il diritto all’istruzione per i minori sradicati dal loro contesto scolastico, il diritto delle famiglie a vivere unite. E non conta neanche il diritto di espressione per chi senza mezzi né tutele di alcun tipo si ritrova per strada con il solo proprio corpo a chiedere il rispetto della propria condizione umana. Gli sgomberi dei senza casa a Roma ci sono sempre stati purtroppo. Ma ora siamo di fronte a un salto di qualità. Il diritto proprietario si fa scudo degli attentati di Barcellona per giustificare la legge del più forte e del più ricco. L’azione istituzionale diventa occasione di consolidamento del razzismo, ed ovviamente riceve il plauso dei razzisti. Un razzismo che si esercita sui migranti ma che ha i poveri come vero bersaglio. É un’escalation quella alla quale assistiamo: dalla criminalizzazione delle Ong fino all’attacco diretto contro chi ha già conseguito uno status di legalità e tuttavia si ‘permette’ di rivendicare i propri diritti. Fermare questa inaccettabile torsione autoritaria è una necessità non più rinviabile se vogliamo difendere i diritti elementari di ognuno di noi. Per questi motivi la Federazione romana dell’Usb e l’ASIA-USB parteciperanno alla manifestazione di sabato pomeriggio indetta dai movimenti per il diritto all’abitare e invitano i propri iscritti e delegati alle 16 in piazza dell’Esquilino”.

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