Multe via Portonaccio, si apre la battaglia: ecco cosa fare

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Multe via Portonaccio, si apre la battaglia: ecco cosa fare

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Comitati spontanei con migliaia di iscritti, petizioni e mozioni al Sindaco, annunci di azioni collettive, tutto questo e di più ha scatenato Via di Portonaccio a Roma, quando dal 2 Maggio scorso la corsia in direzione di Via Tiburtina è tornata ad essere preferenziale, con tanto di telecamere installate dal Comune a vigilare il transito e conseguenti multe a raffica.

“Della riattivazione della corsia preferenziale non è stata fornita una preventiva ed adeguata segnalazione ai cittadini che, quindi, hanno continuato per più di due mesi a transitare sulla strada del tutto ignari delle pesanti conseguenze alle quali si esponevano, se è vero che ad oggi sono stati elevati più di 150.000 verbali e l’Amministrazione capitolina, nonostante le giuste rimostranze, non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi annullando in autotutela le multe”. (Unc consumatori)

Che fare dunque?

In un caso come questo il ricorso al Giudice di Pace o in alternativa al Prefetto è assolutamente fondato. Si potrà eccepire la scarsa segnaletica verticale con cartelli di segnalazione mal posizionati e poco visibili; l’insufficienza della segnaletica orizzontale con le strisce gialle della corsia preferenziale ridipinte solo due mesi dopo l’attivazione delle telecamere ed il fatto che il sistema di rilevazione delle infrazioni installato sulla strada è omologato  esclusivamente per rilevare gli accessi dei veicoli ai centri storici ed alle ZTL e non per l’invasione della corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici.

Il ricorso al Prefetto va inviato entro 60 giorni dalla ricezione del verbale a mezzo raccomandata a.r. o presso la sede della Prefettura ( Via IV Novembre 118/A) ovvero presso il Comando della Polizia Locale che ha elevato la multa, ed è gratuito. Quello al Giudice di Pace va depositato entro 30 giorni dalla ricezione del verbale ma occorre versare il contributo unificato di 43 euro per importi fino a 1.100 euro. Se il ricorso verrà accolto, il Comune dovrà rimborsare il predetto importo al ricorrente.

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