Un’estate rovente per la Formula 1, tra polemiche e rimpianti

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Un’estate rovente per la Formula 1, tra polemiche e rimpianti

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Politica e Formula 1 sembrano essere una cosa sola: da quando essa è diventata uno sport globale, con un’organizzazione molto complessa e ramificata, i giochi di potere sono sempre stati all’ordine del giorno. Una cosa naturale in qualsiasi competizione agonistica con in ballo interessi da miliardi di euro, e in cui sono coinvolti importanti marchi automobilistici e sponsor.

Secondo le ultime indiscrezioni, Ferrari e Mercedes sarebbero riuscite a impedire temporaneamente alla FIA di porre il veto sull’utilizzo dell’olio lubrificante nella camera di combustione del motore, al fine di aumentare le prestazioni, fino a fine 2017. Una mossa che sicuramente ha contribuito a mantenere lo status quo tra le forze in campo, ma di fronte alla quale Honda, Renault e Red Bull, ovvero coloro che avevano segnalato la cosa alla Federazione, non staranno di certo a guardare.

Ma oltre alla politica, si sa, esiste anche l’immagine pubblica. In questo caso, si parla della manovra con la quale in Ungheria Lewis Hamilton ha restituito all’ultima curva la terza posizione al compagno di squadra Valtteri Bottas, come gesto di “gratitudine” per l’aiuto che questi gli aveva dato nel corso del Gran Premio, che ha generato un’ondata di reazioni, in parte favorevoli, dall’altra negative: se c’è chi lo ha ritenuto un atto di fair play da parte del pilota inglese, i maligni invece lo reputano un mero spot pubblicitario della Mercedes per guadagnare maggior consenso tra i tifosi. Aspre critiche erano infatti piovute sulla Casa di Stoccarda dopo i team radio nel corso della stagione nei quali intimavano in varie occasioni al finlandese a lasciar passare il suo compagno.

La verità, tuttavia, è che questa manovra è stata, stando alle dichiarazioni delle personalità coinvolte, una libera scelta di Hamilton, e che ha portato non pochi malumori nel team tedesco (soprattutto da parte di Toto Wolff, descritto come “furibondo” nell’immediato post-gara). Si tratta pur sempre di 3 punti persi in campionato, e che alla fine dei giochi potrebbero fare la differenza, oltre a essere un forte elemento di destabilizzazione all’interno di una squadra con la quale il tre volte iridato ha già avuto negli ultimi mesi non pochi attriti (come il team radio a Baku, nel quale al muretto box si sono rifiutati di ordinare a Bottas di lasciar passare l’asso inglese).

Nel frattempo, la Ferrari si sta preparando a un’estate molto lunga, nella quale dovrà elaborare una strategia per le prossime gare: da Spa-Francorchamps in poi si correrà quasi sempre in piste dove il passo lungo della Mercedes sarà favorito, per cui la Rossa dovrà preparare un piano di sviluppo tale da poterle permettere di rivaleggiare con la sua più acerrima rivale nei campi all’interno dei quali essa eccelle. Impresa molto ardua, ma necessaria al fine di permettere a Sebastian Vettel, ora leader in classifica mondiale con 14 punti di vantaggio su Hamilton, di vincere quel Titolo Piloti che la Rossa non vede più da 10 anni.

Simone Pacifici

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