Atac a un passo dal crac. Rota: «Schiacciati dai debiti»

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Atac a un passo dal crac. Rota: «Schiacciati dai debiti»

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“In questi mesi ho preso progressivamente atto di una situazione dell’azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale, da un debito enorme accumulato negli anni scorsi”. Lo dice in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ il direttore generale di Atac Bruno Rota. “Purtroppo conta poco che negli ultimi dodici mesi non sia aumentato ulteriormente” il debito, prosegue Rota. “Quando hai 1.350 milioni di debito sedimentato nel tempo, non hai risolto il problema quando non sale. Se non riesci ad abbassarlo, non ne vieni a capo. È una situazione di impossibilità a far fronte agli impegni, pericolosa”, sottolinea il dg Atac. Per il pagamento degli stipendi, spiega, “anche questo mese ce la facciamo ricorrendo a misure eccezionali e chiedendo un impegno straordinario al Comune di Roma, che però non è ripetibile all’infinito.

 

Sono misure tampone. Ripeto: bisogna avere il coraggio di affrontare la drammatica dimensione del debito che si trascina da tempo. Occorrono misure serie e immediate. Bisogna ripristinare un sistema di controllo sulle regole che pur ci sono ma che da tempo nessuno rispetta, per cui ognuno fa ciò che gli pare”. Rota dice anche di averne parlato con la sindaca Raggi. “Le ho presentato mie idee operative precise, che ho elaborato in quattro settimane di analisi e di studio dell’azienda. Devo ringraziare il sindaco per l’attenzione e il sostegno che mi ha offerto”. Quanto a possibili tagli sulle spese del personale, il dg Atac precisa che “il tema centrale oggi non è ridurre il numero dei dipendenti. Chi lo sostiene ora fa solo del terrorismo psicologico. Anzi i dipendenti in un certo senso mancano, visti i tassi di assenteismo consolidati nel tempo. Il tema è far lavorare di più e meglio quelli che ci sono. Oggi con questi tassi di assenteismo si fa fatica a coprire i turni”.

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