Incendio a Pomezia, ad Ardea stop a pascoli e raccolta ortaggi

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Incendio a Pomezia, ad Ardea stop a pascoli e raccolta ortaggi

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Il commissario straordinario del Comune di Ardea, Antonio Tedeschi, ha firmato un’ordinanza di divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali. Il provvedimento riguarda il territorio comunale distinto in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto di stoccaggio EcoX di via Pontina Vecchia. A Pomezia.

DIVIETI AD ARDEA IN DETTAGLIO

L’ordinanza è il risultato di una richiesta pervenuta ufficialmente dalla Direzione del dipartimento di prevenzione della Asl Roma 6. Nel dettaglio, il divieto riguarda la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati, il pascolo degli animali, l’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione. Inoltre, si ordina di provvedere al mantenimento degli animali da cortile in stabulazione chiusa, evitandone il razzolamento.

ACCURATI LAVAGGI DEI PRODOTTI

L’ordinanza ricorda come i prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori dell’area ma in zone immediatamente prospicienti dovranno essere sottoposti prima della consumazione a un accurato lavaggio in acqua corrente e potabile.

L’INVITO A MANTENERE LE FINESTRE CHIUSE

Dall’unità di crisi comunale sottolineano come rimanga in vigore il suggerimento di mantenere chiuse le finestre ma in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio, fino a ulteriori indicazioni.

COLDIRETTI: PRONTI A CHIEDERE IL RISARCIMENTO IN FAVORE DELLE AZIENDE DANNEGGIATE

“Ci costituiremo parte civile per chiedere il ristoro dei danni diretti, indiretti e di immagine subiti”. Lo ha annunciato David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, commentando il divieto di raccolta di ortaggi e frutti. “Apprendiamo comunque con favore la delimitazione dell’area perché – ha spiegato Granieri – in osservanza al principio di precauzione, arreca un importante contributo di chiarezza, circoscrivendo con precisione i terreni interdetti e liberando tutti gli altri dai timori circa la salubrità delle produzioni. I 5 chilometri di interdizione restringono la zona ai soli 4.000 ettari vicini all’impianto di stoccaggio e sollevano da ogni preoccupazione una vasta area di produzione agricola che comprende 21 comuni, si estende per oltre 100.000 ettari e che registra la presenza di almeno 150 aziende. Fatta eccezione per le poche realtà produttive insediate nella circoscrizione dei 5 chilometri, per le quali comunque chiederemo opportuni risarcimenti in sede civile, da oggi possiamo escludere, grazie alle analisi eseguite dalle autorità sanitarie e ambientali, ogni qualsiasi rischio di contaminazione dei prodotti provenienti dal resto del comprensorio”. “Anche questo episodio – ha concluso – conferma la necessità di apprestare misure sempre più pressanti ed efficaci a tutela del sistema agricolo regionale che, anche nella zona devastata dal rogo, è una fonte preziosa di economia, reddito, lavoro e di produzioni agroalimentari di qualità”.

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