Nube tossica e qualità dell’aria: i risultati dell’Arpa dopo l’incendio a Pomezia

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Nube tossica e qualità dell’aria: i risultati dell’Arpa dopo l’incendio a Pomezia

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La qualità dell’aria nelle zone potenzialmente coinvolte dal grande incendio di ieri sulla Pontina, specialmente quelle a sud di Roma, sarebbe buona. In nessun rilevamento è stato infatti riscontrato un superamento dei limiti di sicurezza. Sono i primi risultati del monitoraggio dell’Arpa Lazio.

LE ZONE MONITORATE

“Durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria – hanno comunicato i tecnici dell’Arpa – sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata”. “Oltre a queste stazioni – hanno aggiunto – sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale”.

I RISULTATI DELL’ARPA LAZIO

“Dall’analisi dei dati – è stato il verdetto – non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente. Sono inoltre stati analizzati i dati di concentrazione media oraria rilevati dalle medesime postazioni di misura. Anche quest’ultimi non hanno evidenziato picchi di concentrazione di ossidi di azoto (NOx), di polveri e di benzene”.

DATI IN LINEA CON I GIORNI PRECEDENTI

“I dati – hanno precisato – sono in linea con quelli misurati nelle giornate precedenti a quella dell’incendio e coerenti con quelli misurati normalmente in questo periodo dell’anno. Nella giornata del 05/05/2017 Arpalazio ha provveduto a installare dei campionatori attivi e passivi nelle immediate vicinanze del sito dell’evento. I risultati del monitoraggio con questi campionatori verranno resi disponibili a tutte le autorità competenti, non appena verranno completate le determinazioni analitiche di laboratorio, che richiedono alcuni giorni”.

SONO IN CORSO ULTERIORI ACCERTAMENTI

I tecnici hanno quindi comunicato che “è in corso l’elaborazione di una simulazione modellistica dell’evento al fine di valutare le aree di potenziale massima ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio, sulla base della quale verranno successivamente effettuati campionamenti delle altre matrici ambientali ed alimentari interessate”. “I dati dei campionatori installati a Pomezia per diossine e Ipa – fanno sapere – saranno disponibili nei prossimi giorni”.

PREOCCUPATO IL COORDINATORE DEI VERDI ANGELO BONELLI

Le rassicurazioni arrivate dall’Arpa non hanno però convinto il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. “Ci troviamo di fronte ad un disastro che ora dopo ora preoccupa sempre di più” ha commentato. “La nube tossica che si è sprigionata ieri nel deposito Eco X ha ormai avvolto il litorale romano da Pomezia sino ad Ostia” ha aggiunto, precisando che “i dati che ha fornito Arpa si riferiscono alle centraline fisse e sono poco indicative dello stato d’inquinamento che vede coinvolto la zona sud di Roma. Il ministero dell’Ambiente di fronte a questo disastro avrebbe dovuto immediatamente inviare centraline mobili di monitoraggio di supporto ad Arpa Lazio nella zona Sud di Roma e sul litorale per monitorare anche con elicotteri della protezione civile la qualità dell’aria a bassa quota”. “L’area della Pontina, dove sono collocate molte attività industriali – ha concluso Bonelli -, negli ultimi anni è stata oggetto di incendi che hanno riguardato i cosiddetti sfascia carrozze, la ragione di tutti questi incendi ad oggi non è chiara è proprio per questo in ogni caso chiedo che la commissione parlamentare sulle Ecomafie indaghi su questo”.

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