Portaerei Usa verso la Corea del Nord: cresce il rischio di uno scontro “accidentale”

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Portaerei Usa verso la Corea del Nord: cresce il rischio di uno scontro “accidentale”

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Il trasferimento del gruppo d’attacco navale guidato dalla portaerei Usa Carl Vinson verso la penisola coreana rischia di provocare lo scoppio “accidentale” di un conflitto con la Corea del Nord.

È questo il monito che arriva dalle pagine del China Morning Post di fronte alle notizie dell’ordine dato da Washington alle proprie nave di spostarsi da Singapore verso il Pacifico occidentale.

“Né gli Stati Uniti né la Corea del Nord prenderebbero l’iniziativa di lanciare una guerra, ma ora il rischio di un conflitto è più alto per un piccolo errore o incidente potrebbe scatenare la guerra nella penisola”, è il commento di Zhang Tuo­sheng, della Fondazione cinese per gli Studi strategici ed internazionali.

Anche l’analista militare Li Jie concorda sul fatto che la “presenza del gruppo d’attacco navale nei pressi della penisola coreana aumenterà la possibilità di un errore di calcolo, che è già alto”. Una possibilità che rischia di “aumentare se Donald Trump e Kim Jong-un assumeranno delle posizioni fortemente conflittuali”.

Nelle scorse settimane la Cina aveva proposto una mediazione tra Washington e Pyongyang, che preveda da parte degli Usa, che hanno nella Corea del Sud 30mila truppe, una diminuzione delle manovre congiunte con Seul in cambio dello stop da parte della Corea del Nord dei lanci missilistici che sono stati intensificati negli ultimi mesi.

L’ultimo è avvenuto la scorsa settimana proprio alla vigilia dell’incontro in Florida tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

Intanto la Cina ha accettato di adottare nuove misure “forti” contro la Corea del Nord qualora Pyongyang decidesse di procedere con un test nucleare.

A dichiararlo l’inviato per il nucleare della Corea del Sud al termine dell’incontro con l’omologo cinese Wu Dawei, avuto all’indomani della decisione americana di inviare una portaerei verso la penisola coreana.

“Abbiamo concordato che dovrebbero esserci nuove misure forti alla luce delle risoluzioni approvate dal Consiglio di sicurezza Onu qualora il Nord procedesse con il test nucleare o con un lancio di un missile balistico intercontinentale dopo i moniti della comunità internazionale”, ha detto alla stampa Kim Hong-Kyun.

Pyongyang potrebbe organizzare una “provocazione strategica” in occasione delle ricorrenze politiche importanti di questo mese, ha aggiunto l’inviato di Seoul, sottolineando come la visita del diplomatico cinese punti a inviare “un forte monito” a Pyongyang.

Wu non ha parlato ai media dopo l’incontro. Da tempo si rincorrono voci su un imminente test nucleare di Pyongyang in vista dei prossimi anniversari, qiali il 105esimo compleanno di Kim Il Sung, il 15 aprile, e il giorno dell’esercito, il 25 aprile. L’incontro odierno a Seoul si è tenuto pochi giorni dopo il summit, in Florida tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, durante il quale Washington ha chiesto a Pechino di intervenire in maniera più decisa su Pyongyang.

Trump ha pubblicamente affermato di essere pronto a “fare da solo”, se necessario, contro la minaccia nucleare posta dal regime nordcoreano.

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