Giovanni Sartori è morto: addio al grande politologo

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Giovanni Sartori è morto: addio al grande politologo
Giovanni Sartori

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È morto ieri, lunedì 3 aprile, Giovanni Sartori. Aveva 92 anni ed era uno dei più importanti politologi e sociologi al mondo. Il grande pubblico lo conosceva anche come editorialista del Corriere della Sera e opinionista televisivo. A lui si devono neologismi poi entrati nell’uso comune come “Mattarellum” e “Porcellum”. Ma soprattutto è autore numerosi libro sulla democrazia e sui partiti, studiati ancora oggi in buona parte delle università del Pianeta.

LA LUNGA CARRIERA DI GIOVANNI SARTORI

Nato a Firenze nel 1924, Giovanni Sartori si è laureato in Scienze Politiche nel 1943. È diventato preside dell’università di Firenze tra il 1969 e il 1971. Durante la sua lunga carriera ha ricevuto otto lauree honoris causa e il premio Principe delle Asturie. È morto ieri per alcune complicazioni respiratorie.

IL RICORDO DEL SUO GIORNALE, IL CORRIERE DELLA SERA

La notizia è apparsa per prima sul sito del quotidiano per cui scriveva, il Corriere della Sera. Antonio Carioti lo ha ricordato così:

“Fra i numerosi talenti del politologo Giovanni Sartori, scomparso poco prima di compiere 93 anni, spiccava la capacità di coniugare eccellenza scientifica ed efficacia comunicativa. Aveva insegnato nelle più prestigiose università americane e i suoi libri erano tradotti in tutto il mondo: a lui si deve tra l’altro la più convincente descrizione teorica del sistema politico italiano. Ma era anche un editorialista e un polemista estroso e brillante come pochi, sorretto in questo anche da un sulfureo spiritaccio toscano: aveva inventato i termini Mattarellum e Porcellum, entrati nell’uso comune per designare le leggi elettorali succedutesi in Italia dopo la svolta d’inizio anni Novanta, e per il fenomeno del berlusconismo aveva coniato la definizione forse un po’ calcata, ma indubbiamente suggestiva, di «sultanato». Impartiva ai leader di partito e di governo severe lezioni di politologia e diritto costituzionale, ma amava trattare in modo brioso e tagliente, nei suoi libri e sulle colonne del «Corriere», anche altri temi: multiculturalismo, equilibri ambientali, statuto dell’embrione”.

ANTICOMUNISTA E ANTIBERLUSCONIANO

“Se si passa dall’elaborazione teorica al giudizio sulle vicende concrete – prosegue Carioti -, un tratto peculiare di Sartori era la sua estraneità agli schemi usuali. Era un moderato anticomunista («quando c’erano i comunisti», precisava), ma fermissimo nel denunciare il conflitto d’interessi che rendeva anomala la figura del politico imprenditore Silvio Berlusconi. Nel contempo, in rude polemica con la sinistra, criticava ogni sottovalutazione del problema costituito dall’immigrazione di massa: lontanissimo dalla retorica dell’accoglienza, temeva il multiculturalismo come motore di una deleteria «balcanizzazione» delle società occidentali. E non cessava di porre in rilievo la vocazione teocratica dell’Islam, fino trovarsi in sintonia con Oriana Fallaci”.

(continua a leggere sul Corriere della Sera)

 

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