Chiusi tre alberghi: illegali e sporchi

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Chiusi tre alberghi: illegali e sporchi
Tre alberhi chiusi a Roma

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Si è conclusa questo fine settimana una nuova operazione del personale del Nucleo di Supporto Operativo della Polizia Roma Capitale, che al termine di lunghe indagini ha posto sotto sequestro altre tre attività ricettive, risultate tutte irregolari.

PESSIME CONDIZIONI

Qui venivano ospitati turisti in condizioni igieniche precarie e senza le necessarie tutele di igiene e sicurezza, senza autorizzazioni: in una delle tre addirittura si ometteva di comunicare alla Questura i nomi delle persone ospitate.

La prima struttura alberghiera, scoperta in via di San Basilio, poco distante dal Dipartimento del Turismo, è risultata priva di qualunque titolo. Agli ospiti venivano somministrati alimenti senza il nulla osta da parte della ASL, in locali sporchi e non idonei; in alcuni dei locali il soffitto risulta alto solo 1,80 metri, quota ben diversa dal minimo di 2,70 metri richiesto.

HOTEL ABUSIVI

In via Arco della Pace e in Via delle Quattro Fontane sono stati individuati due hotel completamente abusivi: uno dei due era anche sprovvisto del certificato di prevenzione incendi, a scapito della sicurezza e l’incolumità degli ignari ospiti.

Le verifiche sono proseguite in Via Belsiana, dove si è dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dall’Autorità Giudiziaria: all’interno di questa attività, in violazione delle norme edilizie, erano state installate due vasche idromassaggio, che con il loro enorme peso gravavano pericolosamente sui solai dei negozi sottostanti.

Durante i controlli sono state identificate quattro persone colte al lavoro: a loro tutela è stato contattato personale dell’Ispettorato del Lavoro, che verificherà la loro posizione contributiva.

EVASIONE FISCALE

E’ inoltre in corso l’invio di una informativa alla Guardia di Finanza per accertare eventuali evasioni fiscali, mentre altre indagini sono concentrate su uno dei gestori, denunciato per aver omesso di comunicare i dati degli ospiti alle autorità di Pubblica Sicurezza.
Le sanzioni finora comminate ai responsabili ammontano a Euro 28.000.

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