Pd, via al “licenziamento collettivo” per i dipendenti della Federazione di Roma

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Pd, via al “licenziamento collettivo” per i dipendenti della Federazione di Roma

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Il glorioso Pd romano rischia la bancarotta? Dopo oltre due anni di commissariamento del presidente (terminator) del partito Matteo Orfini scatta l’austerity. Infatti la situazione economico-finanziaria della federazione non è solo grave, ma soprattutto irreversibile. È scritto nella lettera inviata ai dodici dipendenti della Federazione di Roma del Pd in cui si comunica la decisione di procedere “al licenziamento collettivo” come riporta l’agenzia di stampa Agi. “Abbiamo in questi due anni – si spiega nella lettera – tagliato la gran parte dei costi dalle utenze, alla sede della Federazione, ma purtroppo oggi si rende necessaria una misura anche per far fronte alle conseguenze del ritardo accumulato sul pagamento degli stipendi”.
D’intesa con il Tesoriere nazionale, prosegue la lettera “abbiamo avviato la procedura di licenziamento collettivo utile a richiedere la cassa integrazione per i dipendenti della Federazione del Pd Roma, l’unico strumento ormai utile a limitare le conseguenze del suddetto ritardo”.
La comunicazione è firmata dal tesoriere Carlo Cotticelli il quale spiega che “Con la legge n.13/2014 e la conseguente abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici si ha l’assoluta necessità di rimodulare l’intera attività con un piano atto a riequilibrare la precaria situazione economico-finanziaria e ci si trova costretti ad avviare la procedura di licenziamento collettivo”.
“Peraltro – si spiega ancora -, oltre alla cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti, la drastica riduzione delle entrate presenti e future derivanti dalla contribuzione degli eletti all’Assemblea capitolina e degli assessori, esclude la possibilità di attivare l’adozione di strumenti alternativi al licenziamento”. La drastica misura dipende dal fatto che Orfini si è trovato 1,5 milioni di debiti evidentemente accumulati prima del suo provvidenziale arrivo. Ma la decisione, che assume anche valore simbolico sullo stato del partito capitolino che registra la chiusura dei circoli e il crollo delle tessere, avviene senza che i (pochi) militanti siano almeno informati sulla celebrazione del prossimo congresso che dovrebbe anche definire gli aspetti organizzativi.
lg

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