Giornata Mondiale contro il cancro: diventare madri dopo un tumore è possibile

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Giornata Mondiale contro il cancro: diventare madri dopo un tumore è possibile

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­­­­­­­­­­­­­Il 4 febbraio ricorre la Giornata Mondiale contro il cancro, patologia che solo in Italia fa registrare un significativo incremento di pazienti: erano 2 milioni e 244 mila nel 2006; sono aumentati sino a oltre 3 milioni nel 2016. Nel 2020 saranno 4 milioni e mezzo. Ogni giorno circa 1.000 persone ricevono la diagnosi di tumore.

Uno degli aspetti più delicati legati al cancro è quello della fertilità, a causa delle cure oncologiche che possono compromettere la capacità riproduttiva delle pazienti: circa il 10% dei casi di cancro riguarda, infatti, donne al di sotto dei 45 anni, per le quali è sempre più forte l’esigenza e la necessità di preservare il proprio potenziale riproduttivo.

«La crioconservazione degli ovociti – commenta il prof. Antonio Pellicer, presidente IVI e co-direttore di Fertility and Sterility – rappresenta una grande opportunità per le pazienti oncologiche che, dopo aver affrontato una malattia grave come il tumore, non vogliono rinunciare al desiderio di diventare madri. La ricerca scientifica e la pratica clinica hanno fatto passi da gigante e oggi i tassi di successo che si ottengono dalla fecondazione in vitro che impiega ovociti congelati sono simili ai risultati ottenuti con ovociti freschi».

La richiesta di preservare la fertilità è in costante aumento perché sono aumentati i tassi di sopravvivenza ai tumori. Sono due le neoplasie più frequenti: il nemico numero uno per gli uomini è il tumore della prostata, mentre per le donne è quello della mammella. I due tumori presentano però sopravvivenze a cinque anni di oltre il 90%, con percentuali ancora più elevate per i tumori che vengono diagnosticati allo stadio precoce.

«In occasione della Giornata Mondiale contro il ancro, vogliamo sensibilizzare le numerose donne che ricevono una diagnosi di tumore e che ancora non hanno avuto figli – afferma Daniela Galliano, direttrice del Centro IVI di Roma – ad attivarsi subito per congelare i propri ovociti: il desiderio di genitorialità non deve essere, infatti, trascurato e messo da parte a fronte delle cure per sconfiggere la malattia. Dal 2007 ad oggi presso i nostri Centri IVI sono nati 17 bambini da donne che hanno superato il tumore e sono oltre 850 le pazienti oncologiche che si sono rivolte a IVI per sottoporsi a un trattamento di vitrificazione degli ovuli per preservare la propria fertilità».

In Spagna i centri IVI offrono a titolo gratuito la possibilità di conservare ovociti e sperma a tutti i pazienti oncologici, senza imporre vincoli sull’utilizzo degli stessi.

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