WakeUpCall, quando il rock incontra Beethoven

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Uniscono rock, punk e pop in un colpo solo. Fino ad arrivare, nell’ultimo album, a un ulteriore mix con la musica classica. Sono i WakeUpCall, giovane band tra le più promettenti di Roma che da anni si fa largo nel panorama musicale italiano (e non solo) con un unico obiettivo: far emergere il proprio talento.

I fratelli Tommaso e Oliviero Forni (rispettivamente, voce/chitarra e chitarra), Badd Tripp (basso) e Antonio Aronne (new entry alla batteria) sono in piedi dal 2009 e ci hanno messo poco per farsi notare: subito una illustre collaborazione con Beau Hill (produttore statunitense di artisti come Europe ed Alice Cooper), tour promozionali in Italia ed Europa (con aperture eccellenti a Silverstein, Red, Crossfaith e tanti altri) e, nel 2012, il primo vero album “Batteries Are Not Included”. Ora a distanza di 5 anni, ma con nel mezzo una miriade di concerti ed esperienze su diversi palchi, arriva il nuovo disco “If Beethoven Was A Punk”. Quello, appunto, dell’incontro tra i WakeUpCall e la musica classica. Un esperimento coraggioso ma intrigante.

«”If Beethoven Was A Punk” – spiega Tommaso – è un concept album di 9 canzoni molto particolare sull’amore per la musica, dove passato e futuro si intrecciano, dove Ludwig Van Beethoven, Mozart e Bach si mischiano al nostro sound rock. Noi siamo cresciuti con tantissima musica classica in casa, è sempre stata la colonna sonora delle nostre giornate fin da piccoli fino al momento della ribellione adolescenziale e il rock‘n’roll. Da qui l’idea di fare della musica classica il collante dei nostri pezzi». L’album uscirà il 30 gennaio e sarà presentato a Roma mercoledì 8 febbraio presso il Teatro Sala Uno. Poi nuovi tour in Europa e Russia e non solo. Nel frattempo però sono già usciti sul web i primi due singoli del nuovo lavoro, la title-track “If Beethoven Was A Punk” e “Sex Hallelujah”.

wakeupcall 2017

Di quest’ultimo c’è anche il videoclip su YouTube, che unisce la bellezza di sensuali corpi femminili a una morale più profonda: «Il testo di “Sex Hallelujah” – prosegue Tommaso – parla del sesso come una droga che in certi casi ti consuma e ti distrugge, e come tutte le droghe non ne puoi fare a meno e diventa un’ossessione, allontanandoti da tutto il resto che c’è di bello. E speri che l’amore possa essere la cura. Nel video un ragazzo esce a cena per la prima volta con una ragazza che le piace tanto, a un certo punto comincia a vedere tutte le altre donne nella stanza mezze nude, tutte una alla volta e poi tutte insieme tranne la ragazza con cui è uscito, piano piano impazzisce e scappa via rovinando l’appuntamento. Sul finale cambia la prospettiva e vediamo con gli occhi della ragazza che si guarda intorno e tutti gli uomini della stanza sono nudi, fa finta di niente come se per lei fosse una cosa normale e continua a mangiare da sola».

Ma i WakeUpCall guardano anche al futuro: “If Beethoven Was A Punk” sarà infatti anche un fumetto sottoforma di app digitale (prodotta da Made In Tomorrow), la storia di gloriosi artisti del ‘700/’800 che si ritrova a vivere negli anni 2000 barcamenandosi tra talent show, l’avvento del digitale e un’epoca completamente diversa dalla loro. Un perfetto connubio tra musica e disegno, idee che al giorno d’oggi si vedono di rado. E fanno davvero riflettere su una cosa: se Beethoven fosse davvero punk, cosa farebbe oggi? Ora sappiamo che a collaborare con lui un pensierino, i WakeUpCall, ce lo farebbero.

Marco Reda

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