Blocco del traffico, tutti circolano e nessuno controlla

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Che domenica ci fosse il blocco della macchine per far fronte al soffocamento delle polvere sottili e altri agenti terrificanti per la salute umana, pare che molti non se ne siano accorti. Almeno a giudicare dai veicoli in circolazione e le code agli incroci solitamente più congestionati. Che al 75% dei romani che usano quotidianamente il mezzo proprio, ivi compresa l’invadenza delle due ruote paragonabile solo al traffico di Bangkok, che del blocco non gliene fregasse proprio niente era prevedibile. Già le associazioni dei consumatori avevano fatto fuoco e fiamme contro questa misura ecologica giudicata ‘inutile’ ma che secondo loro avrebbe ridotto il già asfittico livello dei consumi in questa città dove le feste natalizie si avvertono solo a via del Corso e dintorni. Poche luci, pochi acquisti, iniziative intrattenimenti di popolo quasi zero, piazza Navona orfana delle tradizionali bancarelle, periferie dove al meglio spunta qualche luminaria sulla Tuscolana e poi rigore, risparmio e micragna. Il tradizionale albero di Natale di piazza Venezia ridotto ad un semi alberello con la punta storta e quello del Colosseo sparito. Se dovessimo fare il paragone con altre capitali europee e mediterraneo viene veramente da piangere sulla decadenza della città eterna ormai affidata alle sapienti mani dei grillini e di Virginia Raggi. Ma ritorniamo al blocco del traffico. Qui si possono svolgere alcune considerazione che danno l’idea di una città da tempo ‘sgovernata’ dove i diktat delle autorità locali vengono non solo disattese, ma irrise, ancor prima, molto prima di questa amministrazione. Una città ripiegata sull’individualismo dei suoi cittadini che non sono disposti a rinunciare a scarrozzare moglie e pupi in centro per gli acquisti e indifferente alla comune salute. Sempre che la misura del blocco serva a qualcosa. In questo individualismo c’è qualcosa di anarchico e perché no, di irrisorio di fronte all’autorità troppo lontana da anni dai bisogni fondamentali di questo popolo de Roma Con  i ceti medi impoveriti e dove la logica del tradizionale civismo anche politico, pare galleggiare solo nei municipi del centro. Zone bene assediate da un brontolio e da un malumore spesso indistinto che oggi sceglie la protesa grillina contro i grillini, ma domani chissà. Dire che i romani siano allergici all’utilizzo dei mezzi pubblici è una realtà delle statistiche che ne vede l’ utilizzo in progressivo calo e baserebbe a giustificarla il disastro del Tpl romano che ormai vede fra la sua affezionata utenza donne, studenti, stranieri soprattutto che godono, non sempre, della impunità del mancato controllo del titolo di viaggio. Un sistema di trasporto che non alletta, si logora, deperisce giorno per giorno avvitandosi sulla sua propria, costosissima inefficienza senza che si ravvisino soluzioni radicali che non siano il mantenimento dello statu quo del baraccone. Di più c’è che questa circolazione, ormai assurda in termini di traffico privato, si è ormai assuefatta al dissesto stradale, al parcheggio in doppia e tripla fila e, quando non c’è il vigile nei pressi, alla occupazione delle corsie riservate dei mezzi pubblici peraltro assolutamente insufficienti. Basta ciò a giustificare la trasgressione del blocco? Forse, ma resta il fatto che il rifiuto di ogni misura restrittiva, anche a fin di bene, risulta un ukase, un ordine dall’alto che proviene da un potere amministrativo screditato, compreso quello grillino, che nel suo ecologismo di facciata oggi ha subito uno schiaffo ala credibilità . Non bastano i voti, tanti, a garantire la qualità di un governo. Dimostrazione evidente che la fluidità di una opinione popolare oggi favorevole nell’urna, domani potrebbe seppellirti nel magma indistinto della protesta.

Sul blocco “raggirato” è intervenuto anche il Codacons: nella prima domenica ecologica della capitale, l’associazione denuncia la carenza di controlli da parte dei vigili urbani e la scarsità di pattuglie in strada a sanzionare i trasgressori.

“Abbiamo effettuato delle verifiche girando i vari quartieri della città e raramente abbiamo incontrato pattuglie della Polizia Municipale – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ciò è molto grave perché senza controlli e multe nei confronti di chi non rispetta il divieto di circolazione, è del tutto inutile ricorrere alle domeniche ecologiche. Cambia il sindaco e la giunta ma sul fronte dell’emergenza smog la situazione è sempre la stessa: si introducono divieti e limitazioni che poi non si è in grado di far rispettare, a beneficio dei più furbi e con grave danno per i cittadini onesti. Al contrario – prosegue Rienzi – nei giorni di blocco della circolazione tutti i vigili devono essere chiamati in servizio e ubicati in strada, con una massiccia presenza di agenti in ogni angolo della città , perché solo così sarà possibile far rispettare i divieti e dare un senso alle domeniche ecologiche”.

Giuliano Longo

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