Ladispoli, il bilancio di Paliotta: «Cambiamenti epocali»

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Ladispoli, il bilancio di Paliotta: «Cambiamenti epocali»

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di ALBERTO SAVA

Crescenzo Paliotta nato a Roma nel ‘48, ma si è trasferito a Ladispoli con la famiglia all’età di sei anni, quando il padre, ferroviere, fu assegnato in servizio alla stazione di Palo. Si è laureato a pieni voti in medicina e chirurgia all’università La Sapienza, e da oltre trent’anni svolge l’attività di medico di base. È stato eletto sindaco di Ladispoli per la prima volta nel 1979, all’età di trenta anni. Successivamente, ha svolto altri ruoli amministrativi, come quello di presidente del Consiglio comunale di Ladispoli. La sua passione per la cultura, il cinema e la musica lo ha spinto a promuovere e a collaborare con molti progetti e ricerche sul patrimonio culturale della città, come il progetto “Ladispoli e i luoghi del cinema”, o l’associazione “Massimo Freccia”, ente che ha come obiettivo la promozione della cultura musicale. Ha pubblicato anche un libro, “Ladispoli, immagini e racconti da Caravaggio a Vanvitelli, D’Annunzio e Rossellini”. Nel corso delle sue esperienze al vertice dell’Amministrazione ha contribuito a molte realizzazioni, e tra queste alcune a cui tiene molto: la biblioteca comunale, il posto di primo intervento sanitario, le piste ciclabili, l’acquisizione del parco di Palo e del Castellaccio dei Monteroni, le nuove scuole e il cavalcaferrovia. Nel 2007 è stato eletto sindaco, e nel 2012 è stato riconfermato.

Ladispoli sta affrontando le conseguenze del tornado, che si è scatenato qualche domenica fa. Quali sono stati i danni all’economia della città, e quanto tempo ci vorrà per il ritorno alla normalità?

Il tornado che ha colpito Ladispoli nel pomeriggio di domenica 6 novembre è sicuramente l’evento più grave e dannoso di tutta la storia della nostra città. Questa volta c’è stata una vittima, 36 feriti, 1860 segnalazioni di danni a strutture o beni patrimoniali. Tra queste, più di mille riguardano fabbricati, mentre le autovetture distrutte o danneggiate sono almeno 650. Anche l’economia della città è stata colpita: 12 pescatori senza più locali per ricoverare le attrezzature di lavoro, 5 esercizi commerciali gravemente danneggiati, 14 aziende agricole colpite. A questi si aggiungono i danni al patrimonio pubblico: due scuole, un ponte ciclopedonale, la struttura dove aveva sede la protezione civile, centinaia di cartelli stradali e di alberi abbattuti. La stessa sede comunale danneggiata nell’intonaco. È un bilancio impressionante, e non tutte le segnalazioni sono ancora arrivate. Possiamo valutare i danni, in una cifra superiore ai 5 milioni di euro. Abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio la proclamazione dello stato di calamità naturale, ed ora stiamo aspettando le decisioni del Governo. Abbiamo anche ottenuto da alcuni istituti di credito agevolazioni finanziarie, per chi volesse chiedere prestiti per la riparazione dei danni.

Ladispoli ha appena inaugurato un nuovo teatro auditorium e a giorni inaugurerà il nuovo stadio sull’Aurelia. Sono venti gli anni di amministrazioni ininterrotte di centrosinistra a guida Pd: può fare un bilancio?

L’apertura del teatro, e quella prossima dello stadio, sono la coronazione di anni e anni di impegno amministrativo, che ha portato risultati fondamentali per la nostra città. Prima con i dieci anni di guida del sindaco Ciogli, e poi con le due ultime consiliature, si sono avute tante realizzazioni il cui elenco sarebbe lunghissimo. Sono state costruite sette scuole, tre ponti, parcheggi di scambio, opere per la sicurezza stradale e una rete di videosorveglianza che è la più estesa nel Lazio nel rapporto tra videocamere e abitanti. Abbiamo protetto la costa dall’erosione con opere per 4 milioni e 200mila euro, completata la depurazione di tutta la rete della città, adottato la raccolta differenziata con un risultato di differenziazione del 72 per cento. Abbiamo portato al patrimonio comunale 9 ettari di verde pubblico di grande valore ambientale, realizzato un modernissimo centro pasti con una potenzialità di 2500 pasti scolastici, attivato il Centro di arte e cultura, e altri cinque luoghi di aggregazione sociale e culturale disseminati nei quartieri della città. Rimangono certo da fare tante altre cose, ma i cambiamenti che ha subito positivamente Ladispoli sono epocali.

Nell’estate del 2016 le Fiamme Gialle hanno messo i sigilli a tutti i camping e soste camper di via Roma. Quali azioni avete intrapreso per permettere la loro riapertura nell’estate del 2017?

Abbiamo attivato le procedure previste dalla legge regionale e le potenzialità dei piani regolatori, sia di quello in vigore, sia di quello adottato. L’obiettivo è di autorizzare già dai primi mesi del 2017 la ripresa delle attività per i campeggi attivi prima del 1974, mentre per le altre attività l’obiettivo è quello di rendere tutta la zona destinata ad attività turistico ricettive entro il 2017.

Ladispoli tornerà al voto la primavera prossima. Il Movimento Cinque Stelle sembra deciso a sbarrarvi il passo: quante possibilità di vittoria hanno, per l’alternanza?

I cittadini italiani hanno dimostrato, ormai da più di venti anni, che quando votano per il Comune si basano sui programmi e sulle candidature, a cominciare da quella del sindaco, indipendentemente dalle idee politiche e dagli schieramenti di appartenenza. Non so quale sarà lo scenario e il quadro completo delle candidature: ma penso che il centrosinistra, e i possibili alleati civici, abbiano la possibilità di continuare ad amministrare, certamente con l’impegno di nuove energie, frutto di un ricambio generazionale, che possano essere affiancate dalle esperienze più collaudate. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle penso che non abbiano un programma che possa portare sviluppo alla nostra città: ad esempio non hanno ‎preso posizione sul progetto di approdo turistico e per i pescatori, né su quello per la nuova caserma delle Forze dell’Ordine, che sarebbe il frutto di urbanistica contrattata. Stanno inoltre continuando a contrastare in tutti i modi la riqualificazione del vecchio campo sportivo: su questa linea si bloccherebbe tutto.

 

L’articolo in versione integrale sul Giornale della Provincia di lunedì 21 novembre 2016

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