Camion in fiamme e auto saccheggiate: Aranova a ferro e fuoco

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Camion in fiamme e auto saccheggiate: Aranova a ferro e fuoco

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di NINA BIANCHINI

Una vera e propria ondata di criminalità quella che negli ultimi giorni sembra essersi risvegliata ad Aranova. Camion in fiamme e vetri delle autovetture spaccati sono solo alcuni degli ultimi episodi che hanno messo in allerta i residenti che ora hanno indetto una fiaccolata per dire basta all’assenza di sicurezza.

GLI EPISODI DI CRIMINALITÀ

Due gli episodi che hanno destato maggiore preoccupazione. Il primo nella notte tra giovedì e venerdì in via Vittorio Gauthier dove è stato dato alle fiamme un furgone Iveco Stralis. A intervenire, poco dopo le 22.45, i vigili del fuoco di Cerveteri che hanno lavorato per spegnere le fiamme. Nonostante l’intervento dei pompieri che hanno potuto contare anche dell’ausilio di un’autobotte dei vigili del fuoco di Prati, il camion e le casse di acqua minerale che trasportava sono stati ridotti in un cumulo di lamiere e cenere. Poche ore prima, invece, nel mirino dei malintenzionati erano finite le auto dei docenti delle scuole medie di via Galtelli. Durante la mattina infatti i finestrini di cinque macchine erano stati mandati in frantumi e le auto ripulite da tutti gli oggetti all’interno. Un episodio simile a quello di appena tre giorni prima davanti al nido di via Triei.

UNA FIACCOLATA PER LA SICUREZZA

Un’escalation che ha portato a organizzare per martedì alle 18.30 una fiaccolata in largo Goni, all’entrata di Aranova per sensibilizzare le istituzioni davanti alla recrudescenza della criminalità. «La sicurezza è un diritto. Manifestiamo contro i tagli alla sicurezza» spiega Roberto Severini, presidente dell’associazione Crescere Insieme. «Che ad Aranova ci sia un problema di sicurezza – prosegue – credo sia ormai abbastanza evidente. Le forze dell’ordine sono sottodimensionate per un territorio estesissimo. Vanno aiutate. Ecco perché in vista del prossimo bilancio chiediamo interventi veri e concreti per Aranova. Moltissime zone sono ancora completamente al buio, senza uno straccio di illuminazione pubblica. Gli impianti di videosorveglianza, che permetterebbero alle forze dell’ordine di poter monitorare la zona e intervenire tempestivamente, sono ancora bloccati. Paghiamo le tasse come tutti, abbiamo gli stessi doveri di tutti però – conclude Severini – gradiremmo avere anche ogni tanto gli stessi diritti. Illuminazione, sicurezza e tranquillità devono essere garantite».

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