Il senatore Astorre uomo forte della Città Metropolitana

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Il senatore Astorre uomo forte della Città Metropolitana

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Poteva sembrare una competizione di scarso peso politico quella per l’elezione dei 24 consiglieri della Città Metropolitana, ma i 1372 amministratori su 1643 aventi diritto, che hanno votato raggiungendo la ragguardevole percentuale dell’ 83%, hanno dato un segnale politico chiaro: il M5stelle non ha la maggioranza in Consiglio. Infatti nonostante la Raggi, con discutibile sensibilità istituzionale, si sia presentata a  Palazzo Valentini con la maglietta del Movimento, ai grillini sono stati attribuiti 9 seggi, al centrosinistra 8 e al centrodestra 7. Una fotografia, se volete, dei rapporti di forza ancora esistenti nei comuni dell’area vasta, nonostante il Movimento  abbia conquistato alle recenti amministrative Comuni come Angillara, Marino e Genzano.

 

Ovviamente è stata una elezione indiretta perché ogni singolo ‘grande elettore’ veniva pesato sulla base della popolazione del proprio comune. Così Roma ha finito per fare la parte del leone, ma se si fosse andati alle elezioni popolari riteniamo che il rapporto di forze non sarebbe mutato. In ogni caso per questa competizione il lavorio dei tre vari schieramenti in campo è stato intenso, soprattutto nella prospettiva di un’area metropolitana dotata di poteri effettivi  e deleghe importanti.  Ovviamente il Pd esulta per il risultato conseguito, ma è evidente che anche all’interno di quel partito c’è chi vince e chi paga pegno. Con un indubbio vincitore nella persona del senatore del Pd Bruno Astorre abile tessitore di canovacci e alleanze che gli derivano da una decennale attenzione ai territori della provincia.

 

Non è un caso quindi che riesca a far eleggere ben 4 consiglieri su 8 nelle persone dell’ex sindaco di Genzano, Gabbarini, della consigliera Pd di Fiumicino Califano, del sindaco di Colleferro  Sanna e del consigliere uscente Borrelli. Il primo degli eletti è comunque Federico Ascani consigliere della C.M. uscente e delegato del Comune di Ladispoli al Turismo. Su di lui è confluito il sostegno di pezzi da novanta quali gli onorevoli Giachetti e Minnucci, del commissario del Pd romano Orfini, della potente deputata renziana Lorenza Bonaccorsi,  del consigliere regionale Patanè e del consigliere comunale Corsetti, notoriamente vicino all’on. Marroni. L’elezione della consigliera capitolina Baglio nasce da una sorta di patto fra l’area del governatore Zingaretti e il ministro Franceschini con il sostegno di qualche consigliere capitolino Pd quale Palumbo. Per il giovane sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, indiscusso pupillo  dell’on Di Stefano, apre il fuoco la potente batteria del’on. Ferro, del vicepresidente alla Pisana Mario Ciarla supportato dalla fedelissima consigliera capitolina   Ilaria Piccolo.  Infine le sparse forze socialiste della provincia riescono a far eleggere a Palazzo Valentini la consigliera capitolina Svetlana Celli, figlia d’arte, si potrebbe dire, visti i trascorsi politici del padre. Grande escluso il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri, che del precedente Consiglio era stato il vice. Penultimo dei non eletti l’ex sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia da sempre sostenuto dall’ex consigliere regionale Carlo Umberto Ponzo, che nell’area dei Castelli Romani vanta una ragguardevole influenza politica.

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